Il Bologna vince la finale di Coppa Italia con il Milan di Conceicao. Vincenzo Italiano ha fatto tesoro delle 3 finali perse per trovare la soluzione vincente.
Questa vittoria ha un sapore speciale per la piazza rossoblu che è tornata ad alzare una Coppa Italia ben 51 anni dopo l'ultima volta e si aggiudica un posto in Europa per il secondo anno consecutivo. Uno dei principali artefici di questa cavalcata degli emiliani, è senza dubbio il tecnico Vincenzo Italiano, il quale può finalmente godersi il suo primo trofeo da allenatore e può anche levarsi qualche sassolino dalla scarpa, dopo le 3 finali consecutive terminate con la medaglia d'argento al collo.
IL BOLOGNA VINCE LA COPPA ITALIA ( FOTO KEYPRESS )
Bologna, la rivincita di Italiano
Spesso nella sua esperienza alla Fiorentina il tecnico era stato criticato per la sua gestione delle partite e su tutte spiccano le due finali di Conference League perse: nella prima Bowen va in discesa libera al 90° minuto e firma il gol vittoria per il West Ham, mentre nella seconda l'attaccante dell'Olympiakos segna indisturbato da dentro l'area al 116° minuto e consegna il trofeo alla squadra greca.
Da questo però Italiano ha imparato tanto e con umiltà e dedizione ha fatto un passo indietro ed ha cercato di correggere questa predisposizione delle sue squadre. Nella partita di ieri contro il Milan, sorprende tutti con un doppio cambio al 69° minuti in cui leva Orsolini e Fabbian ed inserisce Casale e Pobega. Così facendo, decide di passare ad una difesa a 3 e di mettersi tendenzialmente a specchio con lo schieramento rossonero, per cercare di arginare gli attacchi del Milan e conservare il risultato.
La scelta viene premiata perché la partita termina per 0-1 e il Bologna riesce a non essere scalfita dagli attacchi avversari. Questa giocata tattica però, è frutto di grande lavoro da parte del tecnico ed è sintomo di grande maturità.
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Il centrale francese resta tra gli obiettivi rossoneri per l'estate 2027. Amorim lo conosce già, ma il prezzo e il lungo contratto con i Red Devils complicano l'operazione.
La storia di una crisi tecnica che sembra non trovare mai fine continua ad aggravarsi settimana dopo settimana. Il pesante passivo rimediato dal Manchester United contro il Bournemouth ha fatto precipitare ulteriormente l'ambiente in un vortice di contestazione e scoramento. La panchina di Michael Carrick è ormai a un passo dal baratro e la prossima delicatissima trasferta in casa del Chelsea risponde all'ultima spiaggia per il tecnico. Di fronte a un rendimento disastroso e a una classifica che spaventa, a Old Trafford è ufficialmente ripartito il toto-allenatore. Il nome di Antonio Conte è tornato prepotentemente di primissima attualità, rappresentando il profilo ideale per ricostruire dalle fondamenta la mentalità vincente dei Red Devils.
Il futuro a tinte nerazzurre di Federico Dimarco non è in discussione, ma la trattativa per il prolungamento del contratto si preannuncia tutt'altro che in discesa. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, l'esterno mancino e il suo nuovo agente Arturo Canales puntano a un importante adeguamento economico per blindare il legame con l'Inter, chiedendo un ingaggio da 7,5 milioni di euro a stagione per scalare le gerarchie salariali della rosa. Una richiesta che si scontra tuttavia con la rigida politica di sostenibilità finanziaria imposta dalla proprietà Oaktree, decisa a non stravolgere i parametri economici stabiliti a viale della Liberazione.
Spessore tecnico, memoria storica ed eleganti confessioni tra passato e presente. Sulle pagine dell'ufficiale Match Programme nerazzurro, il centrocampista dell'Inter Piotr Zielinski si è raccontato a cuore aperto ripercorrendo le tappe fondamentali del suo percorso calcistico. Dagli esordi in Italia fino al legame indissolubile con campioni del calibro di Marek Hamšík e Wesley Sneijder, la mezzala polacca ha tracciato il profilo dei modelli che ne hanno plasmato la carriera ai massimi livelli.
Tutto pronto al Giuseppe Meazza per il lunch match delle 12:30 valido per l'ottava giornata del campionato di Serie A. L'Inter guidata da Cristian Chivu ospita la Fiorentina di Paolo Vanoli in uno scontro diretto di altissima classifica che promette spettacolo, ritmi elevati e contenuti tattici di assoluto livello. Sono state rese note le scelte ufficiali dei due allenatori: nei nerazzurri c'è il giovane Esposito in attacco al fianco di Marcus Thuram, mentre i viola rispondono con un tridente offensivo frizzante guidato dal talento di Mastantuono.