Como, le parole di Fàbregas
Sono molti anni che il Como non avanza in Coppa Italia. Che significato ha questa competizione per voi?
"È un appuntamento importante per noi, iniziamo la stagione carichi dopo un ottimo ritiro. La Coppa è una parte fondamentale del nostro percorso e vogliamo partire col piede giusto. Vedremo, con questa squadra, fin dove possiamo spingerci. Durante l’anno ci sarà più rotazione".
Morata potrebbe essere tra i convocati per la gara?
"Sono tutti a disposizione. Con Alvaro devo ancora parlarci: ha seguito un programma con il Galatasaray, poi ha fatto qualcosina a casa, ma non è stato costante. Kuhn invece non ci sarà ancora. Per quanto riguarda Morata, valuterò tra stasera e domattina".
Con tanti elementi in rosa, ci sarà qualcuno che cambierà ruolo?
"Difficile dirlo ora, sarà il campo a parlare. Abbiamo le nostre idee, ma ogni giocatore deve essere pronto a interpretare più ruoli. Baturina ha fatto il falso nove, Nico Paz ha giocato esterno... Sono cose che succedono nel nostro modo di intendere il calcio. Oggi non si può più parlare di formazioni fisse: tutto dipende dalle fasi del gioco. Serve grande disponibilità a leggere e interpretare il gioco".
Dopo l’amichevole col Barcellona, ha fatto delle riflessioni sul vostro stile così offensivo?
"È un rischio e un’opportunità. Se nei primi 20 minuti fossimo andati sul 2-0 sarebbe cambiato tutto, ma quando sbagli, a questi livelli, ti massacrano. Abbiamo avuto un blackout dopo lo 0-2 e avremmo potuto prenderne tanti altri. Ma il secondo tempo è stato importante: potevamo abbassarci, invece siamo andati avanti col nostro gioco. Abbiamo recuperato 62 palloni, vinto tanti duelli. La squadra ha avuto coraggio e voglia di mantenere la propria identità. Questo servirà in futuro".
Quindi alla fine è rimasto soddisfatto della prova?
"Sì, ho visto cose nuove e interessanti. Situazioni che normalmente non capitano".
Che tipo di rapporto ha con Morata, visto il passato condiviso?
"Non siamo amici. Dopo il Chelsea non ci siamo più sentiti, solo qualche complimento. È un ragazzo eccezionale, umile, lavora tanto. Non mi preoccupa il nostro rapporto, ha lasciato più del 60% dello stipendio per venire qui, questo dice tanto sulla sua mentalità. Non mi ha promesso gol, ma lavoro e positività. È un segnale importante per me e per i compagni".
Ha chiesto un altro difensore dopo l’arrivo di Jacobo Ramon. Ci sono aggiornamenti?
"Arriverà un portiere, su questo non ci sono dubbi. Sul difensore invece non so, è una decisione che prenderemo con la società. La squadra è giovane ma coraggiosa. Abbiamo dei nomi sul taccuino, stiamo valutando".
Avete deciso chi sarà il capitano in stagione?
"Gabrielelloni resta il capitano, ma stiamo facendo delle valutazioni. Da Cunha l’ha già fatto, anche Sergi Roberto e Goldaniga. Finché non chiudiamo il mercato non voglio decidere. Sono tutti ragazzi umili, per noi non è una cosa fondamentale, anche Cutrone è un riferimento".
Cutrone resta o può partire?
"Non lo so. Il mercato è aperto. Strefezza non doveva andare e poi è successo. Azon stamattina ha preso un volo per Ipswich, andrà in prestito, scelta sua. Vediamo cosa succederà nelle prossime settimane".
Nico Paz è tra i giovani più osservati. Su cosa deve ancora migliorare?
"Non si tratta solo di gol e assist. Deve incidere nell’ultima parte di campo, ma è intelligente, fa domande, impara in fretta. Il mio compito è aiutarlo a crescere. Deve essere pronto sempre, e adattarsi a tutto".
La stagione è alle porte. Come si gestisce la pressione?
"Noi siamo diversi, speciali. Non ci interessa cosa dice la gente. Qui si costruisce un progetto, una famiglia. Non si tratta solo di soldi. Il progetto è di 4-5 anni, solido. Alcuni di questi ragazzi in futuro varranno 50-60 milioni. La cosa importante è creare valore, per noi e per la città. La pressione c’è, ma va gestita: Jacobo Ramon è alla prima esperienza, farà errori. Idem Jesus, Addai, Baturina. Vedremo cosa dirà il campo".
Che impressione le ha fatto Alex Valle finora?
"Contro il Betis ha fatto molta fatica, ne abbiamo parlato. Ma è sereno, si allena bene, deve crescere in tante fasi del gioco. Ogni tanto accelera troppo, deve imparare a gestire. Ma ha sempre l’atteggiamento giusto. Rodgers me lo disse: va sempre al massimo. È un professionista serio e farà una bella carriera".
Contro Sudtirol, che partita si aspetta? Avete già pensato ai rigoristi?
"Sarà una gara diversa, non per forza più semplice. Servirà l’atteggiamento giusto. Loro pressano alto sul portiere, hanno un’identità chiara. Con il loro 3-5-2 spingono tanto sulle fasce, le mezzali si inseriscono. È una squadra diretta, non cerca il palleggio. Noi dovremo farci trovare pronti, giocare forte".
Kuhn è ancora ai box?
"Sì, abbiamo trovato qualcosa al tendine. Voleva spingere subito ma non era al meglio. Proviamo a recuperarlo per Bologna, se no dopo la sosta".
Dossena potrebbe rientrare già prima di dicembre?
"Anche prima. Lo stiamo seguendo, poi farà un mini-ritiro personalizzato. Ma sta andando bene".
Contro il Betis alcuni hanno parlato di eccessiva aggressività. Cosa risponde?
"Non siamo una squadra aggressiva di natura. Quando sbagliamo, ce ne assumiamo la responsabilità. Diao non ha potuto giocare col Barça per un brutto fallo subito. Ma ormai è passato".







