Ivan Jurić potrebbe presto tornare in panchina dopo aver lasciato la Serie A: il tecnico è stato contattato dallo Spartak Mosca in cerca di una nuova guida.Ivan Jurić sembra avere un rapporto complicato con le pause. Appena salutata l’Atalanta, anche quest’anno il tecnico croato non dà l’impressione di voler staccare davvero, anzi. Stavolta a chiamarlo è lo Spartak Mosca, una delle squadre più gloriose del calcio russo, partita con grandi aspettative ma ritrovatasi a metà stagione in un modesto sesto posto, lontana otto punti dalla vetta. Un contesto già sotto pressione, tanto che negli ultimi giorni sono arrivati i rifiuti di Xavi e di Thiago Motta, prima che il club decidesse di virare su Jurić.
IVAN JURIC RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Jurić, un altro salto nel buio?
Per ora non c’è ancora un accordo, ed è giusto sottolinearlo. Ma l’idea che il tecnico croato possa accettare l’ennesima sfida ad altissimo rischio fa riflettere. Sembra quasi un film già visto, un replay della stagione precedente: allora Jurić lasciò la Roma e decise di mettersi alla guida di un Southampton ormai già con un piede in Championship. Una missione praticamente impossibile che non fece altro che intaccare la sua immagine, già appesantita dalla parentesi giallorossa.
Eppure, nonostante i risultati negativi, Jurić resta un allenatore capace, con idee chiare e un’identità di gioco riconoscibile. Forse, semplicemente, non è ancora pronto per gestire il peso di una grande squadra o per subentrare in corsa in contesti già bollenti.
Ed è questo il punto: perché lanciarsi subito in nuove avventure disperate, invece di fermarsi a riflettere? È vero che il mondo del calcio corre, dimentica, macina in fretta. Ma proprio per questo una pausa potrebbe essere la scelta più intelligente.
Ripartire dallo Spartak, dove le aspettative sono enormi e le possibilità realistiche forse molto meno, rischierebbe di essere un altro azzardo che potrebbe fare più male che bene. Jurić avrebbe bisogno di tempo per capire cosa non ha funzionato davvero tra Roma e Bergamo, e per attendere un progetto che creda in lui al 100%. Ogni carriera ha i suoi momenti di pausa: questo, forse, dovrebbe essere il suo.
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