Il Vitesse è virtualmente fallito. Dalla penalizzazione monstre in campionato ai legami con il Chelsea: tutte le cause del disastro.
Disastro Vitesse, è vicino al fallimento: ecco perché
La definizione "
squadra satellite" è entrata da anni nel dibattito calcistico, ma spesso e volentieri viene usata a sproposito o in maniera iperbolica. In alcuni casi, però,
è effettivamente così. Facoltosi proprietari di grandi club che acquistano piccole squadre straniere, deprivandole della loro essenza e trasformandole in succursali.
E' il deprecabile
modus operandi del capitalismo applicato al pallone, che sta progressivamente mietendo vittime e cancellando l'identità di tantissimi club in giro per il mondo. L'ultima ad aver pagato le conseguenze di questo circolo vizioso è il
Vitesse: squadra di medio-basso livello olandese ma con la sua rispettabile tradizione.
Pur non avendo chissà quale blasone storico,
il Vitesse era reduce da oltre trenta stagioni consecutive in Eredivisie. Una striscia che si interromperà quest'anno,
con la squadra di Arnhem matematicamente retrocessa dopo aver ricevuto una penalizzazione monstre di diciotto punti in classifica.
Dai legami con Abramovich alla raccolta fondi
Punti di penalizzazione dovuti in larga parte a un discorso legato alle licenze, ma che potrebbe essere estesa ai noti problemi finanziari della squadra olandese. I guai economici del Vitesse sono inevitabilmente legati a doppio filo alla guerra in Ucraina,
con gli oligarchi vicini a Putin colpiti dalle sanzioni occidentali.
Infatti,
Roman Abramovich è sempre stato il "presidente ombra" del Vitesse negli ultimi quattordici anni e questo è un dato di fatto comprovato. A rivelarlo un'inchiesta congiunta de "
Il Guardian" e del "
Bureau of Investigative Journalism", che
ha svelato i suoi rapporti privati con molti dei prestanomi che si sono susseguiti alla presidenza del club di Arnhem:
Merab Jordania, Jordania, Alexander Chigirinsky e Valery Oyf.
L'ex-plenipotenziario del
Chelsea ha provato a vendere il club non appena scoppiata la guerra, ma
non ha trovato acquirenti credibili. La situazione si è quindi protratta sino a oggi e
ha acuito la già precaria situazione economica del club. La stessa dirigenza
ha avviato una raccolta fondi fra i tifosi, con l'obiettivo di racimolare quanti più soldi possibile ed evitare il fallimento della società.