Luis Enrique resterà alla guida del PSG, per il momento e sulla carta. Il club parigino ha trovato l'accordo per il rinnovo del tecnico spagnolo. I dettagli.
Dopo la partenza di Messi, Neymar e Mbappè, i francesi hanno abbassato significativamente la qualità della rosa e i risultati ne sono la prova lampante. Il progetto però prosegue.
PSG, Luis Enrique non molla: accordo fino al 2027
Come riporta in primis Fabrizio Romano, il club e l'ex Barcellona, tra le altre, hanno raggiunto l'intesa definitiva per prolungare il rapporto lavorativo. L'attuale contratto scade nel 2025 ma Al-Khelaifi ritiene il tecnico spagnolo fondamentale per la crescita del club.
Photo Source: Paris Saint-Germain Site Officiel.
La media punti raccolta dal 2023 a oggi è di 2,16 (la più alta da quando svolge il ruolo di allenatore). La vittoria della Ligue 1 nella scorsa stagione è stata solo una magra consolazione, soprattutto alla luce dell'uscita dalla Champions League in semifinale per mano del Borussia Dortmund.
L'ossessione dei parigini verso la coppa dalle grandi orecchie non ha fatto altro che danneggiare il morale della squadra nei momenti decisivi. Basti pensare alla finale persa contro il Bayern Monaco nel 2020.
La troppa pressione ha influito anche sulle prestazioni dei campioni, quali Messi e Neymar. Il ciclo però è destinato a continuare sotto la guida di Luis Enrique e chissà che non sia la strada giusta.
🚨🔴🔵 Luis Enrique has signed new deal at Paris Saint-Germain valid until June 2027, as planned.
Agreement done. 🔐 pic.twitter.com/BQsNrXXU8T
Redazione sportiva dedicata all’informazione calcistica. Si occupa del calcio italiano a tutti i livelli, dei principali campionati europei, di calciomercato, competizioni internazionali e approfondimenti sul mondo del calcio.
Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.