Raffaele Palladino è il nuovo allenatore dell’Atalanta: nel segno di Gasperini, la Dea riparte per rilanciare una stagione in difficoltà.
Raffaele Palladino è ufficialmente il nuovo allenatore dell’Atalanta, chiamato a raccogliere l’eredità di Ivan Juric e a rilanciare una squadra che oggi si ritrova in tredicesima posizione, due vittorie in campionato e qualche lampo mostrato in Conference League. La scelta della società resta comunque nel solco tracciato da Gian Piero Gasperini: da Juric a Palladino, ancora una guida tecnica cresciuta – direttamente o indirettamente – nell’alveo del Gasp.
Proprio come Juric, infatti, Palladino è un ex giocatore dell’attuale tecnico della Roma ai tempi del Genoa. Da lui ha assimilato principi di gioco, idee e un modo di stare in campo che a Bergamo hanno lasciato un segno profondo. Non a caso, si ripartirà ancora una volta dalla difesa a tre: un marchio di fabbrica di Gasperini, ma anche una caratteristica del lavoro di Palladino, applicata sia a Monza che nell’ultima esperienza di Firenze.
A Firenze, infatti, il tecnico classe 1981 ha chiuso un percorso più che positivo: sesto posto in Serie A e semifinale di Conference League, con una squadra che aveva trovato identità e continuità prima del divorzio arrivato a pochi mesi dal rinnovo.
Ora tocca a Bergamo. L’Atalanta abbraccia Palladino per un nuovo capitolo, con l’obiettivo di ritrovare brillantezza, risultati e quella intensità che ha contraddistinto gli anni migliori del ciclo Gasperini. Sempre nel segno del Gasp, ma con idee fresche e un tecnico che vuole imporsi definitivamente anche in un club di alto livello.
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