La Lazio sta cercando di risolvere il problema della liquidità per poter, finalmente, procedere alla campagna acquisti. Ora, però, la regola è parsimonia.
La Lazio sta vivendo la sua stagione di purgatorio nella quale sembra dover espiare una serie di peccati di vecchia data. Per quanto riguarda la campagna acquisti, il club di Claudio Lotito si vede bloccato a causa della necessità di trovare liquidità.
Il problema, per il club biancoceleste, è anche che la squadra non ha centrato l'obiettivo europeo e, quindi, sarà ulteriormente a corto di quella liquidità necessaria e sufficiente per potersi "rimettere in regola" e proseguire con le possibili acquisizioni di mercato.
ALESSIO ROMAGNOLI RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa si sta facendo in casa Lazio
Ora la parola d'ordine è parsimonia, perché il club non può assolutamente permettersi nessun tipo di cedimento in materia; anzi, la strategia adottata, fino ad ora, dalla società laziale sembra stia funzionando anche se, per ora, ancora non basterebbe.
Infatti, mantenere il rapporto tra costo e ricavo sotto l'80%, come richiesto esplicitamente dalle UEFA, non è facile. La Lazio non avrà gli introiti dalle competizioni europee e ora potrebbe essere necessario dare un taglio agli stipendi. Per ora si è arrivati a poco sono i 97 milioni di euro ma è necessario che vengano tagliati ancora (scadenza 30 settembre) e solo allora si saprà se i tagli saranno bastati oppure no.
Fabiani ha già piazzato Tchaouna molto bene ed ora deve alleggerire con le cessioni di Basic, Fares e Kamenovic oltre ad analizzare - con la lente di ingrandimento - tutte le scadenze contrattuali.
Però non si può solo e soltanto vendere. Bisogna puntare sui fedelissimi, che devono rappresentare l'intelaiatura sulla quale poter costruire il futuro del club: esempi possono essere Romagnoli, Guendouzi, Gila, Rovella, con cui è però molto difficile trovare degli accordi con i fondi limitati.
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I biancocelesti hanno lavorato concretamente sull'argentino durante l'estate, arrivando anche a formulare una proposta. Icardi prese tempo, mentre la Lazio costruì l'attacco con Pinamonti e Gudmundsson: a settembre Gattuso decise di non cambiare più le gerarchie.