Il rapporto tra Massimiliano Allegri e i giovani giocatori ha rappresentato un dualismo molto particolare per tutta la carriera dell’allenatore livornese. Noto per essere un tecnico pragmatico, poco incline al rischio, la filosofia del “corto muso” — che negli ultimi anni ha fatto impazzire i social — è stata la perfetta esegesi di un percorso che, nel tempo, ha dipinto Max Allegri come un allenatore più conservatore che innovativo, soprattutto quando si tratta di valorizzare i giovani talenti. La sua gestione ha spesso diviso critica e tifosi: da un lato, la solidità dei risultati ottenuti; dall’altro, una certa riluttanza a lanciare con continuità le nuove leve, soprattutto in un contesto in cui la pressione è costante e il margine d’errore è minimo.
La storia a Milano non cambia. Allegri, nonostante il poco apprezzamento ricevuto durante la carriera, ha innegabilmente saputo fare di necessità virtù, anche senza rispettare propriamente il senso originario della frase. La necessità riguarda le squadre che lo hanno chiamato. Prima la Juventus, dove nella sua esperienza 2.0 ha scelto di affidarsi a un umile condottiero, capace di guidare la nave anche in una situazione dirigenziale completamente alla deriva, riuscendo a non far naufragare il club. Le linee guida erano essenzialmente tre: ringiovanire la rosa, alleggerire il monte ingaggi e restare competitivi. E così è stato: Allegri ha lanciato più di dieci calciatori provenienti dal progetto Next Gen, tra cui Huijsen, Yildiz, Soulé, De Winter e Miretti. Alcuni di loro sono diventati un patrimonio tecnico fondamentale per il club, altri lo sono stati soprattutto a livello economico.
E dunque, sorge spontanea una domanda: cosa succederà ora a Milano? Il Milan del futuro non è ancora la Next Gen, anzi: dopo il disastro della retrocessione serve una rifondazione quasi totale. Però i talenti non mancano, anzi. Da Camarda a Liberali, passando per l’ex capitano Zeroli che dovrebbe tornare dal Monza, la base per costruire c’è tutta. Resta da vedere se Allegri saprà trasformare questa materia prima in un progetto vincente.







