L’Italia di Gattuso mostra cuore e carattere, ma i soliti problemi difensivi restano: Bastoni con la maglia azzurra sembra un altro giocatore.
La sosta per le Nazionali ci ha consegnato un’Italia finalmente diversa, con il cuore e la voglia di non mollare trasmessi dal neo ct Gennaro Gattuso. Allo stesso tempo, però, sono emerse ancora quelle lacune difensive di cui non riusciamo a disfarci.
Nella sfida contro Israele la retroguardia è stata tutt’altro che impeccabile: Di Lorenzo, Dimarco, Mancini e Bastoni sono apparsi lontani parenti da quelli che settimanalmente vediamo nei rispettivi club.
Il centrale dell’Inter, in particolare, è stato protagonista in negativo: prima poi con un atteggiamento troppo passivo sul secondo gol israeliano, quando ha perso la marcatura di Dor Peretz, e poi con una goffa autorete che ha rimesso in partita gli avversari.
ALESSANDRO BASTONI SORRIDENTE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Bastoni, top con l’Inter ma insicuro in azzurro
La differenza tra il Bastoni dell’Inter e quello della Nazionale sta soprattutto nel ruolo. Nella difesa a tre nerazzurra il difensore spicca soprattutto per il supporto alla manovra, per la capacità di sganciarsi e per la qualità nel palleggio. Con l’Italia, invece, il suo raggio d’azione si riduce e i compiti diventano più da difensore puro: lì sembra quasi un altro giocatore, insicuro e incostante.
Da un giocatore considerato tra i top assoluti nel suo ruolo, in Italia e in Europa, ci si aspetta molto di più. Serve uno switch mentale per diventare leader anche con la maglia azzurra. L’età è dalla sua, avendo compiuto 26 anni ad aprile, ma in un’Italia che deve trovare solidità il posto non è garantito a nessuno. La concorrenza non manca, vista anche la presenza di Calafiori e Buongiorno in quel ruolo.
Bastoni ha già dimostrato di poter essere un top a livello di club, ora la sfida è trasformare quel potenziale anche in azzurro. Non sarà semplice, ma per lui è il momento di dimostrare di poter essere un punto fermo anche della nuova Italia.
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