Roma, le parole di Faty
Roma inaspettatamente prima con 12 punti, insime a Roma e Milan: qual è la tua idea sul lavoro di Gasperini? Pensi sia una pretendente per lo scudetto? "Sì, i punti ci sono e sono importanti ma gare come quelle con il Torino devono ricordare la necessità di mantenere alta la concentrazione; il derby con la Lazio, però, dimostra che si può puntare in alto. Per me è una squadra equilibrata che deve stare attenta e lavorare per rimanere al top. Bisognerà capire in che stato arriverà la squadra a gennaio, ma il lavoro con Gasperini procede bene ma bisogna continuare a fare punti adesso perché la squadra è fresca, i giocatori sono concentrati e attenti alle esigenze del loro allenatore. Per adesso va tutto bene e ho fiducia nella squadra, ma dalla prossima settimana arriveranno i veri test" C’è qualcuno che Claudio Ranieri non era riuscito a valorizzare: Lorenzo Pellegrini. Il giocatore è tornato al derby però sembra stia dimostrando continuità. Quanto è importante per questa Roma? E come si gestiscono le critiche della piazza? "Posso immaginare le cose che sta vivendo Lorenzo, lui le sta vivendo al doppio, da romano e romanista. Può essere una cosa veramente difficile, ma ha dimostrato di essere mentalmente forte: non lo conosco personalmente, ma è un grande professionista. Ha fatto cambiare idea su di lui con il derby, era pronto a questo momento e io non ho mai avuto dubbi su di lui, anche se non era in forma fisicamente. Sono sicuro che i romani hanno qualcosa in più perché conoscono l’importanza di questa partita e vanno oltre qualsiasi difficoltà fisica, lui era pronto e ha segnato: ora la Roma ha un giocatore più motivato e un leader in più, cosa di cui ha bisogno". Abbiamo intervistato Rio Mavuba, ex centrocampista del Lille e abbiamo parlato di Koné. Ci ha detto: “Se io facessi il DS di un top club lo andrei a prendere di corsa, non so se la Roma riuscirà a trattenerlo.” Secondo te, Koné riuscirà a crescere anche a livello di gol, magari toccando quota 6-7 a stagione? "Seguivo Koné da tempo, proviene dalla mia stessa scuola calcio (Clairefontaine) e ho fatto il possibile per indurlo a firmare per la Roma. Ora sta alla grande e secondo me ha le qualità per fare qualche gol in più, dovrebbe avere più personalità per andare a cercare la conclusione o semplicemente entrare in area di rigore avversaria: deve crederci di più. Nel suo ruolo fa già benissimo, è uno che da equilibrio e che non perde la palla, fa quello che gli chiede il mister e va bene così".Questa Roma adesso è priva di Paulo Dybala. Ne ha ancora bisogno oppure no?
Faty ripercorre la sua esperienza in giallorosso
"Tutti mi chiedevano: “Perché non sei riuscito a essere da Roma?”. La risposta è semplice: mi mancava la personalità. Quando mi ha cercato la Roma io non ho esitato, perché ammiravo la Serie A ed ero già un tifoso della squadra. Non so se il paragone con Parigi rende, ma vedevo molte similitudini tra le due città, perciò quando mi hanno cercato ci sono andato senza pensarci. Forse, però, non ero pronto a condividere lo spogliatoio con alcuni campioni: non ero ancora maturo, ero troppo buono e gentile, ero sempre il giovane che aveva bisogno di imparare. Avrei dovuto cercare il mio posto. Non ero tanto giovane, avevo vent’anni e conoscevo già il mondo professionistico: probabilmente sentivo di star vivendo solo un sogno, vedevo Daniele (De Rossi) giocare, Simone (Perrotta) che vedevo in TV…io l’ho vissuto così, adesso me ne rendo conto: non ero abbastanza cattivo per prendermi il posto alla Roma. Passando alla Francia, non pensi che bisognerebbe puntare su altri oltre che su Mbappé? Tu cosa ne pensi? "Per me non è una polemica, ti dico la verità: quando Marcus Thuram ha avuto la possibilità di guidare l’attacco della sua Nazionale non ha fatto inciso. Non è stato abbastanza efficace come lo può essere con l’Inter. Deschamps è uno che ragiona bene e tanto, è molto riflessivo e sa che per la sua squadra è meglio avere Kylian ed esterni veri come Barcola o Dembélé o addirittura Olise, i posti sono pochi in Francia. Non c’è una polemica: Kylian ha il suo posto e Marcus, quando ha avuto una chance, non l’ha sfruttata. La Francia ha una bella rosa, anche Manu Koné è un punto fisso del centrocampo e sono i grandi favoriti per il Mondiale". Come hai vissuto la vittoria della Champions League del PSG? "C’era una grande festa, ma soprattutto è stato un grande sollievo: la dirigenza ha fatto grandi investimenti e spese ingenti, anche per i tifosi è stata una grande soddisfazione. L’hanno meritato e continuano a fare un calcio incredibile con Luis Enrique: il tecnico è stato fortunato perché lo hanno ascoltato e supportato, allenatori come Tuchel e Pochettino, Unai Emery non hanno avuto la fortuna di poter sviluppare la propria idea di gioco" Chi pensi che occuperà i primi quattro posti della classifica a gennaio?
"Ho commentato la gara tra Milan e Napoli: anche se nella ripresa la partita è cambiata, vedo molto bene i rossoneri. Per me il Milan è il grande favorito per lo scudetto, è tornato Leao, la squadra gioca molto bene e segna parecchio; il Napoli è forte, però non li vedo così bene. Credo che se la Roma dovesse riuscire a racimolare punti in trasferta e contro le piccole, potrebbe seriamente rientrare nelle zone alte della classifica"







