In merito al recente esonero di Luciano Spalletti dal CT Nazionale alla vigilia di Italia-Moldavia, si nascondono alcuni retroscena legati all'attuale posizione. Fatale è stata la rovinosa caduta contro la Norvegia.
L'annuncio relativo all'esonero di Spalletti è arrivato a ridosso di una conferenza stampa; molto probabilmente, la rovinosa caduta contro la Norvegia, ha compromesso la qualificazione al Mondiale 2026. Non solo la sconfitta, la motivazione secondaria è stata mossa dalla paura di compromettere il viaggio negli Usa, da lì la decisione.
RADUNO A COVERCIANO GIUGNO 2025. NELLA FOTO LUCIANO SPALLETTI PREOCCUPATO PER I TANTI INFORTUNI DEGLI AZZURRI ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Esonero da CT Nazionale, le parole di Luciano Spalletti:
Luciano Spalletti, ormai esonerato da Ct Nazionale, ha espresso un sentimento ostile verso la decisione presa dal dirigente. Ha parlato ai microfoni di Rai Sport rispondendo quando gli è stato chiesto se avesse deciso di essere da solo in conferenza per prendersi da una parte tutte le responsabilità, ha risposto: "No, no, calma, calma. Io vado in conferenza prima di tutto perché ci sono delle regole e devo andarci. Poi, se voleva venire uno della società poteva venire insieme a me. Poi è chiaro che io lo posso dire perché viene fatto tutto in amicizia e in trasparenza. Mentre altrimenti bisognava passare altri due giorni di bugie. Perché vi garba che si dicano le bugie? È la verità, siamo in grandissimi rapporti e grandissima amicizia, è chiaro che se ti aspetti qualcosa da me io mi aspetto che me lo dici e se me lo dicono poi non mi puoi chiedere tu, come nessun altro, di fare la figura di essere in un'altra condizione di quella che è la realtà. Mi chiedi di fare l'allenatore fino a domani l'altro e di tener nascosto che non dovevo dirlo? Ti va bene così? È un rispetto verso gli italiani questo? E allora si dice. Poi la forma non lo so io, devo dire che lo faccio volentieri. Io credo in questa squadra. Metterli davanti alle responsabilità... Loro se le sono sempre prese. Avrei continuato con questi calciatori qui, ho stima di loro. Ogni tanto reagisco, faccio un po' quello che fa il ribello, ma voglio sempre bene a tutto e tutti. Sono reazione che debbo fare rispetto a quello che mi viene messo davanti perché non ci sto ad accettarlo, però poi come persona...".
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Si conferma la tradizione e il tabù delle ultime stagioni: il derby della Madonnina tinge nuovamente i suoi colori di rossonero. L'Inter incassa la prima sconfitta in questo campionato di Serie A e sbatte ancora una volta contro l'incantesimo della stracittadina. Al Meazza a fare festa è il Milan di Ruben Amorim, capace di imporsi con un netto 3-1 grazie a una prestazione memorabile e a un assoluto mattatore in campo: Moreira, autentico dominatore della serata con due assist illuminanti e la firma personale sul tabellino dei marcatori.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.