Calcio e omosessualità: un binomio che fa tremare i club. Dopo lo scandalo delle scommesse, Corona trova un altro tema scottante da sfruttare mediaticamente.
L'omosessualità è il più grande tabù del mondo del calcio: per un calciatore, dichiararsi gay equivale spesso e volentieri alla fine della propria carriera.
Dopo lo scoppio dello scandalo sul calcio-scommesse illegale da parte di alcuni calciatori, ora
Fabrizio Corona ha trovato un nuovo tema scottante da usare per far parlare di sé.
Ieri, alla consegna di un
Tapiro d'Oro da parte della trasmissione
Mediaset Striscia La Notizia, Corona ha detto:
"Siamo nell’era nuova, tutti che sbandierano i diritti gay, degli omosessuali, ma secondo te non c’è un giocatore che lo è. Perchè non lo dicono? Se non ho un canale ti chiamo e ti dico tutto".
A Valerio Staffelli, poi, ha aggiunto: “Nel mio canale
Telegram avevo già fatto un nome:
si tratta di un calciatore dell’Inter, ma non posso dire di più altrimenti mi mettete nei guai.
Credo che in tutte le società di calcio ci siano calciatori gay, ma nessuno lo ammette, si comportano come in RAI”.
Calcio e omosessualità: il nome di Corona
Lo scorso aprile, sul suo canale
Telegram, in effetti Corona aveva fatto un nome: quello del francese nerazzurro
Benjamin Pavard.
L'unico indizio a supporto della sua tesi sarebbe il fatto che il giocatore era stato visto cenare insieme al connazionale
Lucas Hernández, la moglie
Cristina Buccino e un loro amico gay. Facendo supporre che si trattasse di una cena tra coppie.
Comunque stiano le cose, un fatto è certo: sull'orientamento sessuale dei giocatori l'omertà regna sovrana. E non è detto che Corona non decida di sganciare altre bombe, stavolta ben più letali di quella del calcio scommesse.