Fondo WLT-Milan: viaggio alla scoperta della clamorosa notizia circa l’ennesimo ribaltone ai vertici di Casa Milan. L'ufficiosa reazione di Elliott.
Un comunicato che ha scosso gli ambienti finanziari e sportivi, nel corso di un sabato apparentemente tranquillo, (almeno, dal punto di vista extra-campo): il Fondo
World Lab Technologies, infatti, attraverso il proprio
CEO e fondatore, il moldavo
Alexandr Jucov, ha ufficialmente manifestato l’interesse di rilevare le quote del club affidando, ad uno studio Legale italiano, tutte le formalità del caso.
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Una vera e propria sorpresa nell’uovo di Pasqua che, il Diavolo, s’appresterà a ricevere tra qualche giorno, nonché un enigma proveniente da est, ancora tutto da svelare, per svariate ragioni: raramente, infatti, soprattutto in trattative di questa portata, si assiste ad esaminare comunicati ufficiali senza aver completato (quantomeno) una revisione dei conti da parte dell’acquirente: la cosiddetta “due diligence”.
Difficilmente, poi, soprattutto in ambito finanziario, i comunicati ufficiali precedono spifferi e smentite di rito: tutti fattori che, nelle stanze londinesi dei segreti alle quali il
Fondo Elliott ha abituato tutti sin dal suo insediamento, costituite da silenzi e mancate prese di posizione pubbliche, appaiono imprescindibili.
Altro indizio discordante dell’enigma, risiede nelle ferme intenzioni dei
Singer di realizzare uno stadio avveniristico e di proprietà, prima di lasciare il timone del club: un progetto impantanato nella burocrazia comunale e nelle ultime (deficitarie) vicende finanziarie dei cugini nerazzurri che, tuttavia, risulta ancora strettamente attuale. Altro segnale inequivocabile, questo, di un “giocattolino” non ancora totalmente assemblato per esser piazzato a buon prezzo sui mercati finanziari più ambiziosi: un’immediata cessione del club, senza il fondamentale asset derivato dallo stadio, appunto, potrà inverosimilmente concretizzarsi.
L’acquisto definitivo di Casa Milan per la bellezza di 42 milioni, inoltre, viaggia sulla stessa lunghezza d’onda di un progetto avviato ancora verso un porto sicuro: quello della continuità.
Un altro fattore determinante e non considerato secondario, il punto d’equilibrio raggiunto tra tutte le componenti all’interno del club, dopo il naufragio della questione
Rangnick: segno tangibile di una ritrovata serenità che coincide, inevitabilmente, con un ritorno in termini di risultati conseguiti dalla squadra, ben lontani dalle acque tempestose affrontate negli ultimi anni.
Ultima ipotesi di questo mistero tutto moldavo (anche questa verosimile), la subdola intenzione del
Fondo WLT stesso che, costituitosi solamente pochi mesi fa, ricerca notorietà nei salotti più ambiti dell’alta finanza, in un ben poco avvincente romanzo nel quale, la fredda ragione del portafogli, prevale sul sentimento derivato dai risultati del club acquisito.
Diversi indizi che, anche in questo caso, scaturiscono una vera prova: secondo quanto filtra da ambienti vicini al Fondo a stelle e strisce al timone del club, dunque, il comunicato è stato accolto con freddezza e repulsione dai
Singer. Un enigma, comunque, ancora tutto da scoprire, ma privo, al momento, di tutti quegli elementi propedeutici per la sua definitiva risoluzione.