Il Newcastle batte il Liverpool a Wembley e vince la Carabao Cup. I gol di Burn ed Isak regalano un trofeo dopo 56 anni al club, il primo per il fondo PIF.
Nella meravigliosa cornice dello stadio di Wembley l'impresa del Newcastle. La squadra di AndrewHowe batte il Liverpool di Slot, probabilmente ancora con l'eliminazione dalla Champions in testa, con il punteggio di 2a1 grazie a Burn, Isak. Troppo tardi la rimonta Liverpool con il gol di FedericoChiesa al 94esimo.
Alexander Isak #14 of Newcastle United
Newcastle: 56 anni un'eternità
Tantissima l'attesa per un trofeo. 56 anni di digiuno per i Magpies, che tornano a festeggiare un trofeo. Per l'ultimo trofeo del Newcastle, infatti, bisogna tornare indietro alla stagione 1968/69. In quel frangente arrivò la Coppa delle Fiere. A farne le spese fu la squadra ungherese dell’Ujpesti Dozsa, che venne sconfitta per 3-0 a Newcastle con le reti di Moncur, doppietta, e Scott e 3-2 al ritorno a Budapest con gol sempre di Moncur e poi di Arentoft e Foggon.
In Inghilterra solo sconfitte dal 54-55
Per trovare traccia di un trofeo inglese, invece, bisogna tornare indietro di esattamente 70 anni. Nella stagione 54-55 i Magpies vinsero l'FA Cup contro il City per 3a1.
Da allora, prima della Carabao di ieri, le Gazze erano tornate in finale di FA Cup nel 1973-74, nel 1997-98 e nel 1998-99 mentre nella EFL Cup nel 1975-76 e nel 2022-23 collezionando però solamente sconfitte.
Gioia assoluta quindi per i tifosi, e soprattutto per il fondo arabo Pif, che vede dopo i grandi investimenti raccogliere i primi frutti alzando finalmente una coppa.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.