All'indomani della sconfitta di Monaco, è possibile calcolare con certezza quanto abbia guadagnato dalla Champions la Lazio.
I ricavi Champions della Lazio
Qualificarsi in Champions League, prenderne i proventi salvo poi non qualificarsi nuovamente all'edizione successiva. E' il circolo vizioso in cui la Lazio è imprigionata da tutta la gestione Lotito, che mai in quasi vent'anni di presidenza è riuscito a far stare i biancocelesti per due anni di fila nella massima competizione europea per club.
Una presenza fissa (o quasi) nell'Europa dei grandi è la conditio sine qua non per qualsiasi squadra abbia l'ambizione di far parte dell'élite calcistica. E il perché lo si può facilmente evincere dando un'occhiata a quanto ha fruttato al club capitolino la qualificazione sino agli ottavi di finale.
Sulla base dei dati resi disponibili dal UEFA, Calcio & Finanza ha stimato le entrate garantite alla Lazio dal suo percorso europeo in poco meno di 60 milioni di euro. Ecco come si è arrivati a calcolare questa cifra:
Bonus Partecipazione (uguale per tutti): 15,64 milioni di euro.
Ranking Storico/Decennale ("un montepremi complessivo di 600,6 milioni dche viene suddiviso tra le società calcistiche in base al piazzamento nella classifica data dalle prestazioni europee degli ultimi dieci anni"): 15,9 milioni di euro.
Market Pool (34 milioni di euro assegnati ai club italiani da dividere in base a due criteri. Il primo è oggettivo, in quanto si basa sul piazzamento della stagione precedente in cui la Lazio è arrivata seconda, mentre l'altro è ipotetico in quanto viene assegnato in base a quante partite giocheranno le squadre italiane nell'edizione successiva del torneo): 8,5 milioni di euro, di cui 5,1 milioni dalla prima tranche e 3,4 milioni di euro dalla seconda.
Bonus Risultati (potrebbe salire leggermente in base a quanto strada faranno le altre squadre in corsa): 9,33 milioni di euro.
Quote Pareggi: 0,74 milioni di euro.
Bonus Ottavi di Finale (uguale per tutti): 9,6 milioni di euro.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.