La Lazio ha ufficializzato il 28 settembre la cessione definitiva dello spagnolo all'Al-Ittifaq, mettendo fine a un rapporto durato undici anni. L'operazione era già stata ricostruita su CalcioStyle nelle ore precedenti alla conferma definitiva. Resta però da capire quanto pesi davvero sui conti del club.
Quasi 20 milioni per gli ingaggi dei nuovi arrivati
Le retribuzioni fisse dei giocatori arrivati in estate offrono un primo punto di partenza per il calcolo. Pedraza, Doekhi, Galassi e Pinamonti valgono complessivamente circa 8,97 milioni di euro, mentre Šutalo, Frattesi e Gudmundsson ne aggiungono altri 11,02.
Sommando le due voci, il monte ingaggi dei nuovi innesti sale a circa 19,99 milioni. È la cifra di riferimento su cui confrontare il risparmio generato dalle uscite.
Le partenze recenti liberano 15,37 milioni
Sul fronte opposto, Ivan Provedel, Mario Gila, Alessio Romagnoli e Gabriele Artistico hanno liberato circa 10,72 milioni, ai quali si aggiungono i 4,65 milioni delle uscite di Boulaye Dia e Petar Ratkov.
Considerando soltanto questi sei giocatori, il risparmio sulle retribuzioni fisse arriva a 15,37 milioni: circa 4,6 milioni in meno rispetto al costo salariale dei nuovi acquisti. Il conto, da solo, racconterebbe quindi un mercato ancora in rosso sul piano degli stipendi.
Con gli addii precedenti il saldo cambia segno
Il quadro si completa guardando anche alle cessioni della prima parte dell'estate. Pedro, Toma Basic ed Elseid Hysaj avevano infatti già alleggerito il monte stipendi di circa 10 milioni lordi.
Sommando questa cifra ai 15,37 milioni delle altre sei partenze, il risparmio teorico sulle sole retribuzioni fisse sale a circa 25,37 milioni. Sul semplice confronto salariale la Lazio si troverebbe quindi con un margine di circa 5,38 milioni rispetto ai 19,99 milioni spesi per i nuovi arrivi.
Perché quel margine non è già disponibile
Il condizionale è d'obbligo, perché quei 5,38 milioni non equivalgono a un tesoretto pronto da reinvestire a gennaio. Patric aggiunge infatti un altro costo in uscita: il suo contratto pesava circa 3 milioni lordi, ma la cessione prevede anche una buonuscita di poco superiore al milione, che riduce il beneficio netto dell'operazione.

Una dinamica simile riguarda Samuel Gigot. La Lazio ha ufficializzato il 1° settembre la risoluzione consensuale del suo contratto, un'uscita che alleggerisce il costo futuro della rosa ma che è stata accompagnata da un incentivo all'esodo il cui importo non è stato reso pubblico. Sommare meccanicamente tutti gli stipendi eliminati, quindi, rischia di gonfiare un margine che nella realtà è più contenuto.
Il monte ingaggi è solo una parte del bilancio
Per fotografare il costo reale della rosa servono anche ammortamenti dei cartellini, bonus, commissioni, incentivi all'esodo, eventuali riscatti e altre componenti contrattuali, voci che il semplice confronto tra stipendi non intercetta.
Il tema resta rilevante anche sul piano dei parametri federali: a giugno il club aveva comunicato di poter procedere ai tesseramenti nel rispetto dell'articolo 90, comma 4, lettera A, delle NOIF, dopo la verifica dell'indice del costo del lavoro allargato. La cessione di Patric va letta in questa cornice: alleggerisce i costi fissi, ma il vero spazio per gennaio dipenderà dal saldo completo di tutte le componenti economiche della rosa. Staremo a vedere.







