Nessuno dei rappresentati della Lazio si è presentato davanti ai microfoni di nessuna emittente televisiva in segno di protesta.
Lazio in silenzio stampa: il motivo
Né Sarri, né nessuno dei suoi collaboratori né nessuno dei dirigenti della Lazio si è recato ai microfoni per rilasciare dichiarazioni nel post-partita della sconfitta contro il Bologna.
La società bianco celeste ha indetto un vero e proprio silenzio stampa, in segno di protesta contro la contestata direzione arbitrale.
In tal senso, il club capitolino non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali e quindi, allo stato attuale delle cose, è impossibile conoscere le reali motivazioni che li hanno spinti a compiere un gesto del genere.
La panchina bianco celeste, nel corso del primo tempo, ha duramente contestato il direttore di gara (il signor Fabio Maresca) per non aver sanzionato con il calcio di rigore un presunto fallo di Ferguson su Isaksen.
La panchina laziale, soprattutto nella figura del direttore sportivo Angelo Fabiani, ha chiesto in maniera concitata spiegazioni al fischietto napoletano.
Subito dopo, al rientro negli spogliatoi, è stato lo stesso Sarri ad attendere l'arbitro nel tunnel per contestare la decisione presa.
Non è purtroppo la prima volta quest'anno che la Lazio si chiude in un religioso silenzio dopo una sconfitta. In generale è una brutta abitudine che troppi club del campionato italiano stanno prendendo, dimenticandosi che i lauti diretti televisivi che ricevono a fine stagione sono dovuti a dei contratti firmati in cui si presta la propria disponibilità alle interviste pre e post-partita.
Qualcuno dovrebbe ricordare loro che questo deve accadere a prescindere e non solo quando si vince. Forse iniziando a minacciare di decurtare la ripartizione economica, dovuta alla trasmissione delle partite, ogni volta che un tesserato si rifiuta di presentarsi in sala stampa potrebbe essere un primo passo per eradicare un comportamento infantile quanto maleducato.
Leggi anche il mio commento di Lazio-Bologna.
Photo Source: Facebook Bologna.
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