Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, è tornato a parlare dell'abolizione del Decreto Crescita e lo ha fatto sulle pagine de "Il Foglio".
Cosa ha detto Lotito?
A quanto pare la retorica vuota e populista, ai limiti del puerile, di Matteo Salvini non piace neppure ai suoi alleati di governo. Almeno a giudicare dalle parole di Claudio Lotito, che per l'ennesima volta non le ha mandate a dire.
L'obiettivo dell'invettiva del presidente della Lazio, manco a dirlo, l'abolizione del Decreto Crescita da parte del Governo Meloni. Il patron bianco celeste ha ribadito la sua posizione in un'intervista concessa a "Il Foglio".
❝Chi, come Umberto Calcagno (presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, ndr), dice che il Decreto Crescita rovina i settori giovanili di calcio non capisce nulla. Questo provvedimento è pura demagogia. L’anno scorso abbiamo avuto tre squadre italiane finaliste nelle coppe europee. Da adesso in poi sarà molto più difficile essere competitivi. Spiegatemi voi come farà adesso, per esempio, la Roma a trattenere i Lukaku o i Mourinho. Come fa a pagargli lo stipendio? Non è un problema solo del calcio, ma di tutto lo sport. Il basket italiano ha due squadre che possono competere per l’Eurolega. Ora si bloccherà tutto.❞
Foto Daniele Badolato Lapresse.
L'eco di Carnevali
Leggi anche: "Salvini mente sapendo di mentire. L'abolizione del Decreto Crescita non aiuterà i giovani italiani".
A fare ecco alle parole di Claudio Lotito ci ha pensato l'amministratore delegato del Sassuolo Giovanni Carnevali, in una recente intervista concessa a Sky Sport poco prima del match fra i neroverdi e il Milan di sabato scorso.
Carnevali non solo ha ribadito la propria posizione sull'abolizione del Decreto Crescita, ma ne ha anche approfittato per tirare una bordata a Salvini. "Certa gente parla come se non sapessimo fare il nostro lavoro, ma gestire un club è complicato. Noi pensiamo sempre ai settori giovanili, mentre da loro non abbiamo ricevuto nessun tipo di aiuto. Neanche durante il Covid".
Le parole di Carnevali sono un chiaro riferimento alle parole pronunciate dal deputato leghista Luca Toccalini, che al termine del Cdm che ha portato alla abolizione del Decreto Crescita aveva intimato ai club di "puntare di più sui giovani italiani anziché comprare stranieri scarsi" proprio su input di Salvini.
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