Milan, il castello intorno a Gerry Cardinale sta crollando. Gli indicatori che supportano la mia teoria ci sono tutti e qui di seguito cercherò di spiegarli in dettaglio.
L'arrivo di
Gerry Cardinale non è stato accolto in pompa magna, questo ce lo ricordiamo, ma le speranze erano che potesse andare in continuità con lo scudetto appena vinto dal club sotto la gestione
Elliott.
E invece piano piano è stata messa in opera la
demaldinizzazione, neologismo coniato ad hoc per andare a descrivere tutto quanto fatto per distruggere l'operato dell'ex dirigente insieme a
Frederic Massara, entrambi defenestrati. Se questa decisione, col senno di poi scellerata, può essere catalogata sotto la voce
scelte manageriali, impossibile non avere notato un
lento e progressivo declino delle prestazioni in campo, culminato con l'attuale stagione che vede il
Milan ottavo senza eccessive prospettive di crescita.
Un
fallimento sul campo le cui colpe vanno divise equamente. Scellerata la scelta di mettere
Paulo Fonseca sulla panchina, ma altrettanto scellerato criticarlo adesso come fosse il capro espiatorio.
I problemi sul campo si ripercuotono anche sul bilancio, ovviamente. Non arrivare in
Champions League significherebbe giocoforza ridimensionare alcuni aspetti, come ad esempio il mercato estivo, andando a compromettere anche la prossima stagione. E, aggiungo io, con la
scadenza del vendor loan a fine agosto 2025.
Cardinale non avrà quindi la possibilità di intevrenire sul mercato, da un lato avrà meno risorse dalla Champions e dall'altro avrà la morsa al collo di una scadenza da
700 milioni, che ad oggi non ha. La difficoltà a trovare soci di minoranza, perché lui vuole avere il comando del club, unita ai ritardi sulla costruzione del
nuovo stadio, fa sì che
tutto intorno a Cardinale stia crollando. Chi lo potrà salvare?
Gli arabi che vogliono il 100% del controllo del club. E questa volta potrebbe cedere, ha altre alternative?