Piatek il pistolero non spara più, i tifosi rossoneri sperano di rivederlo pronto e carico per domenica 25 agosto alla ripresa del campionato nella trasferta di Udine, ma non nascondono una certa delusione e dobbiamo infatti commentare un intero pre campionato a secco, molti movimenti, alcune buone giocate, alcuni guizzi, ma la cosa più importante per un attaccante - il gol - non si è vista. Non voglio parlare di scaramanzia, non lo vuole fare nemmeno lui, ma quella maglia numero nove che peso sta iniziando ad avere? Eppure quel numero lo ha voluto lui e se lo è messo sulle spalle con orgoglio, pronto a raccogliere la sfida professionale più importante, lasciare il segno come uno dei migliori numeri nove del Milan e ben sappiamo come in questi anni chi l’abbia indossato abbia fatto cilecca.
Dicevamo astinenza da gol, in effetti sono passate ben sei partite con il pistolero a secco, tre delle quali contro squadre modeste. Il polacco, da famelico leone d’area, sembra apparentemente essersi trasformato in mansueto agnellino incapace di mettere quella cattiveria in più che in passato in altre occasioni lo aveva sempre contraddistinto. Voglio credere - e ne sono convinto - che la cattiveria verrà nuovamente fuori durante le partite che conteranno veramente, magari già domenica ad Udine. Ritengo che il suo sia unicamente un ritardo di condizione strettamente legato all’apprendimento dei nuovi schemi del tecnico Giampaolo, in più di un’occasione infatti il polacco nei suggerimenti in verticale si è mosso in ritardo, una volta affinati e fatti suoi certi movimenti saprà nuovamente essere letale perché il gol è nel suo Dna ed i campioni - e lui può diventarlo - vengono sempre e comunque fuori.