Il Milan non funziona, il progetto Elliott non sta decollando e sul banco degli imputati devono presentarsi tutti, nessuno escluso, dalla società stessa ai giocatori senza ovviamente escludere i tecnici che si sono succeduti. La dirigenza ha speso un mucchio di soldi senza al momento raccogliere alcun frutto, puntare sui giovani può essere una strategia vincente, ma il progetto deve valutaria nel medio periodo, ma non c’è tempo per aspettare, si vogliono risultati immediati ed ecco che allora bisogna cambiare strada. Se non si ha tempo di aspettare i giovani, ma in squadra non si hanno ancora campioni affermati, si è di fronte ad un problema e ad un madornale errore di valutazione le cui responsabilità devono essere imputate a chi ha formato la squadra.
Una stagione complicata
21 punti, undicesimo posto in classifica con le capoliste Inter e Juventus a quota 42 che risultano già irraggiungibili dopo solo mezza stagione, quinto peggiore attacco del campionato, questi sono solo alcuni degli impietosi numeri che attestano una stagione fino a qui fallimentare. Non sappiamo cosa succederà col mercato invernale, ma il 5-0 contro l’Atalanta non dovrà solo essere interpretato come un incidente di percorso, ma come una vera e propria caduta in un baratro il cui fondo al momento non si vede, ma si spera di aver toccato.
Crescono le minusvalenze
Il Milan ha speso molto e male. Giocatori acquistati come potenziali campioni ora si trovano in rosa con un valore giocoforza ridotto, sarà difficile venderli senza perdere dei soldi, da desiderate plusvalenze si dovrà fare nuovamente i conti con nuove minusvalenze non facendo altro che ritardare ulteriormente la rinascita del club. Giocatori come Leao, Duarte, Castillejo saranno difficili da vendere senza perdere soldi e la situazione non può che peggiorare se non si cambierà qualcosa.