Abbiamo ancora tutti a mente l’uscita dal campo di
Zlatan Ibrahimovic durante la gara contro il
Lille persa per 3-0 allo stadio San Siro, lo
svedese esce scuro in volto, letteralmente furioso con sé stesso e con tutto il resto della squadra. Una volta lasciato il manto erboso si avvicina alla panchina continuando a ruotare le mani intorno alla testa facendo bene intendere quali siano stati i problemi di quella sera, a suo dire di
mentalitá.
Un Ibra furioso che ha poi replicato i suoi dissapori durante gli allenamenti dei giorni successivi, da goliardico compagno di squadra a vero e proprio bacchettatore, perché quando le cose non vanno é lui che deve dare la sveglia, questa responsabilità se la sente addosso e Pioli - come ha dichiarato in intervista - quando ci sono questi momenti lascia correre e non interviene convinto sia la scelta più saggia in quanto i giocatori pendono tutti dalle labbra dello svedese e lo stanno ad ascoltare.
La prova del nove
Difficile pensare che il Milan sia già ad una svolta, che serva una vera e propria prova del nove nel momento in cui è in testa alla classifica e prima della partita contro il Lille proveniva da una striscia di ben
24 partite utili consecutive, ma la gara contro il Verona di domani sera una specie di spartiacque che sancirà fino a che punto il Milan è squadra, fino a che punto il club non si abbatte alla prima difficoltà e riesce anzi a reagire trovando la vittoria.
Ibrahimovic in allenamento
é stato molto chiaro, i compagni paiono avere recepito, domani sarà una battaglia da vincere a tutti i costi, soprattutto per il morale.