Milan, la squadra di Fonseca esce dal campo del San Siro coi tre punti in tasca e soprattutto forte di nuove consapevolezze a partire da una ritrovata e rinnovata leadership sulla panchina.
Un'immagine emblematica quella dell'arrivo di
Paulo Fonseca a
Milano. Un pugno di tifosi forse capitati lì per sbaglio, nessuno della dirigenza ad aspettarlo. Un allenatore che pareva già solo durante il primo minuto di permamenza in Italia. Eppure qualcuno lo aveva scelto, sicuramente non
Ibrahimovic il quale ne ha sempre preso le distanze salvo poi salire sul carro con alcune dichiarazioni al miele quando finalmente le cose stavano prendendo un altro verso.
Della totale assenza della dirigenza ho già più volte parlato e scritto, ora
Fonseca sta davvero offuscando tutti. Con la sua capacità di essere leader all'interno dello spogliatoio. Cosa che temevo non fosse proprio nelle sue corde e invece mi ha fatto ricredere fin dai primissimi giorni.
Ci è voluto tempo per
prendere le misure con alcuni giocatori, gli episodi del
cooling break e dei
calci di rigore contro la
Fiorentina non hanno fatto altro che alzare il livello della corazza. Da lì il cambiamento di un uomo che
ha nulla da perdere se non la dignità. E quella non l'ha mai voluta perdere.
Tanto da sedere in panchina
Rafael Leao senza considerarlo più intoccabile come era prima. Cercando sempre il bene della squadra e non quello del singolo giocatore.
Ora, la mia opinione su di lui è cambiata a livello umano, di pelle. Continuo a pensare non sia un top, che gli manchi ancora qualcosa per esserlo, ma una cosa è certa, siamo di fronte ad un
onesto lavoratore che si sta prendendo sulle spalle il peso di un club
senza dirigenza, all'apparenza, provando a gestire da solo i giocatori. Un compito decisamente non facile ed inusuale per un club di Serie A.
Sono praticamente certo che in caso di risultati all'altezza,
tutti saliranno sul carro facendo a spintoni per avere il merito di averlo scelto in estate. Per adesso ha dimostrato di avere gli attributi, e belli grossi. Il
Milan al momento è suo.