Milan, gli uomini di Stefano Pioli escono ancora una volta con le ossa rotte da Bergamo. Preoccupa la piega che sta prendendo la squadra
Se il
Milan non va via da Bergamo con almeno cinque reti sul groppone lo deve esclusivamente a
Maignan ed in parte agli errori sotto porta dei bergamaschi. Una situazione inaccettabile per la squadra di
Stefano Pioli che si fa letteralmente mettere all’angolo subendo ogni tipo di attacco avversario.
Una squadra inerme, senza più difesa, complice una preparazione estiva col senno di poi scellerata durante la quale gli errori dell’allenatore e del suo staff sono risultati evidenti. E la scusa del
giocare tanto, più volte addotta, non può valere, visto che anche altre squadre hanno le coppe, ma non hanno praticamente infortunati.
Il Milan perde contro un’Atalanta che ne aveva presi tre dal
Torino, una squadra tosta, ma di certo non imbattibile di questi tempi. Eppure il divario in campo si è visto, anche solo per quanto riguarda la cattiveria. Questione di
carattere, che il
Milan non ha. Eppure questa partita era importante, con la
Juventus e l’
Inter che volano.
E, come ho scritto nel titolo, si pensa ancora ai giovani. Sì, perché si stanno acquistando i vari
Popovic, Ouédraogo e compagnia bella, ragazzi di buone speranze, ma che - permettetemi - c’entrano nulla in questo contesto. A gennaio servono due difensori forti ed un attaccante, sebbene
Giroud e
Jovic stiano viaggiando a buoni giri del motore.
Siamo al 10 dicembre e la paura è di
essere fuori da tutto. Perché, diciamocelo, per puntare allo scudetto serve ora un miracolo e per passare il turno di
Champions è consigliabile fare prima una tappa a Lourdes.