Milan, arrivano le prime sentenze in casa rossonera. Tutte ribaltabili, per carità, ma a darci un segnale di controtendenza ci pensa il tecnico Stefano Pioli il quale in mano ha diverse consapevolezze
La
partita di ieri sera contro il
Borussia Dortmund è stata un corollario di occasioni buttate al vento, alcune per ingenuità, altre per scarsa efficacia, altre ancora per evidenti errori in fase offensiva. Si doveva chiudere prima e si doveva uscire con i tre punti, stessa identica situazione come contro il
Newcastle.
Tutto da buttare? Assolutamente no, anzi è proprio dalle situazioni di difficoltà che vengono fuori orgoglio, senso del sacrificio e soprattutto le inevitabili
prime sentenze.
Una delle primissime e più evidenti è che
Reijnders non è un regista. Sistemato su quella mattonella per esigenze straordinarie, il centrocampista olandese non è stato in grado di essere determinante, nonostante ci abbia provato con alcuni buoni spunti. Da regista, Reijnders pare essere sacrificato.
Seconda sentenza,
Adli sta facendo ricredere Pioli. Il francese classe 2000 anche ieri è subentrato ad uno spento
Pobega con determinazione, grinta e gran voglia di fare. Lo si è visto dai primissimi contrasti. E' lui una delle piacevoli sorprese di questo
Milan.
Terza sentenza, collegata peraltro alla seconda,
Pobega è in chiare ed evidenti difficoltà ad essere impiegato come titolare. Eccessivamente lento, macchinoso ed a tratti impacciato, il classe '99 non è ancora riuscito a mettere in mostra le sue innegabili qualità. Bocciato forse è una parola forte, ma avrà le possibilità di riscattarsi. Ha età e determinazione dalla sua parte.