Milan, abbiamo assistito anche ieri sera ad una squadra tambureggiante sul fronte offensivo, ma decisamente sterile. A conti fatti, si torna a Milano con l'ennesima occasione sprecata
Il
Milan gioca bene, domina l'avversario, ma torna a casa con le pive nel sacco. Un
leit motiv che ahinoi si ripete, specialmente in
Champions League. Se due indizi fanno una prova, quattro partite consecutive nella
competizione dalle grandi orecchie senza segnare un gol è un'ammissione di colpevolezza.
Gravi colpe infatti alla dirigenza per non avere messo a disposizione di
Stefano Pioli un attacco con maggiori munizioni. Ovviamente è un mio parere, ma affidarsi ad un
37enne, seppur ancora perfettamente
fisicato, come
Giroud, è un errore che alla fine si paga caro.
Pretendere che il francese ogni gara tolga le castagne dal fuoco, è chiedere la luna. Quando è stanco, lo abbiamo visto ieri sera,
Giroud è più un danno che un profitto, ovviamente con tutto il rispetto e la deferenza che un campione di siffatte proporzioni merita.
Ma contro l'età c'è ben poco da fare, l'anagrafe chiede il conto e se anche Dio si è fermato, intendo
Ibrahimovic, allora siamo tutti destinati prima o poi a smettere, o a rallentare. Perchè a Giroud non si chiede di fermarsi, ma di essere gestito meglio.
Tema
Luka Jovic, un salto (calcolato) nel vuoto. Un giocatore dal
potenziale enorme, ma che fino ad oggi è rimasto appunto
potenziale. Un enorme punto interrogativo. Se il giocatore saprà svoltare soprattutto di testa, i rossoneri avranno fatto bingo, altrimenti l'utilizzo di Giroud sarà obbligato. Visto che
Okafor, giriamola come vogliamo, non è una punta centrale, nè vuole diventarlo.
Col senno di poi (e siamo tutti bravi), la dirigenza avrebbe potuto anticipare un colpo in attacco che verrà fatto la prossima estate. Il nome caldo rimane quello di
Jonathan David, ma al vaglio ci sono anche altri profili.