Milan, la gestione dell'attaccante serbo la consideriamo un vero e proprio paradosso. Svisceriamo qui di seguito alcune nostre considerazioni in merito.
Luka Jovic è arrivato al
Milan un anno fa, allo scoccare del gong finale del mercato estivo. Un attaccante che si doveva ritrovare, fuori condizione e scarico a livello mentale. Ebbene, durante l'ultima stagione è stato in grado di segnare
9 reti e confezionare
1 assist senza praticamente quasi mai giocare da titolare.
Le caratteristiche del giocatore le conosciamo tutti,
non è una vera e propria prima punta e la dirigenza ovviamente lo sapeva benissimo prima di rinnovargli il
contratto per
un anno e mettendogli sulle spalle la
maglia numero nove, non una qualsiasi.
Sappiamo tuttavia anche un'altra cosa,
Jovic non ha mai goduto della fiducia della dirigenza. E allora perché rinnovargli il contratto? Ben sapendo che nel modulo
4-2-3-1 serve una punta centrale non adattata? E perché valorizzarlo con la maglia numero nove?
In queste ultime ore di mercato si sta cercando di
piazzare altrove il giocatore per fare spazio ad una vera prima punta:
Tammy Abraham. Un comportamento che a noi lascia perplessi, non tanto per l'acquisto dell'attaccante inglese, quanto per la gestione del classe '97 serbo.