Mino Raiola attacca duramente il Milan sulla questione Donnarumma. I fischi li abbiamo sentiti tutti durante la gara contro la Spagna. il procuratore addossa la colpa alla società rossonera per non avere difeso il suo assistito. Ma andiamo a vedere nel dettaglio lo sfogo dell'agente.
Duro attacco di
Mino Raiola nei confronti del Milan. In occasione della partita contro la
Spagna a Milano l'ex portiere
rossonero è stato subissato dai fischi da parte della tifoseria. Una scena probabilmente evitabili siccome stava giocando la Nazionale e non una squadra di club. Fatto sta che ai tifosi meneghini non è andato giù il
tradimento di Gigio che in estate ha lasciato il club a
parametro zero ammaliato dai milioni del
Paris Saint Germain.
Il classe 1999 in quell'occasione aveva rifiutato un'altra pioggia di milioni, ben
sette che la società rossonera aveva messo sul piatto per trattenerlo. Da qui la contestazione dei tifosi che siamo certi durerà ancora per parecchio tempo. ma cosa avrebbe potuto fare il Milan per evitare tali fischi? Probabilmente nulla. Non è della stessa idea Mino Raiola.
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Mino Raiola, parole al veleno
Durante un'intervista rilasciata al
Corriere dello Sport Mino Raiola si lascia andare ad un vero e proprio sfogo attaccando la società rossonera. Ecco le sue parole:"
Sono disgustato dai fischi a Gigio e adesso mi chiedo perchè il Milan non sia intervenuto ufficialmente per prendere le distanze dalla contestazione e per difenderlo in qualche modo dopo che sul ponte è comparso quell'ignobile striscione. Vogliamo poi parlare delle minacce? Ha per caso ammazzato qualcuno? Non mi risulta".
Ed ancora:"
La verità è che il Milan non ha saputo o potuto tenerlo, non fa molta differenza.......Prova a chiedere a chiunque, se padre, cosa avrebbe consigliato al proprio figlio: restare al Milan o andare al Paris Saint Germain? E' molto triste quello che è successo allo stadio, è vergognoso che una parte della tifoseria se la sia presa contro un ragazzo che ha fatto nulla di male, la cui colpa sarebbe semplicemente quella di avere esercitato il diritto di libera scelta. Perchè altri motivi per fischiarlo non ce ne sono".