La trattativa tra Pallotta e Friedkin risulta essere ancora in piedi nonostante un più che logico rallentamento dovuto alla pandemia che sta investendo gran parte del pianeta. La conferma è arrivata tramite la pubblicazione della semestrale che certifica l'evolversi del negoziato. Dopo aver vagliato attentamente i bilanci della società, il magnate di Houston attenderà con trepidazione quello del 30 giugno che potrà risultare decisivo nel suscitare all'interno della propria persona delle sensazioni che giocheranno un ruolo fondamentale per ciò che concerne la definitiva scelta di acquisire o meno il club.
Le cifre
L'attuale presidente della Roma, James Pallotta, aldilà di ciò che il recente aumento di capitale immesso possa far intuire, è da tempo aperto alla cessione del club. La presa di coscienza dell'impossibilità di costruire uno stadio di proprietà, suo primario obiettivo, si è rivelata determinante ai fini della sua finale decisione. In questo modo il bostoniano vedrà infrangersi anche un'altra priorità: quella di ottenere una notevole plusvalenza di 80-90 milioni di euro dalla vendita della società. Dan Friedkin, e soprattutto suo figlio Ryan, infatti, sembrano essere realmente interessati all'esito positivo della contrattazione, ma ad una cifra ben diversa da quella precedentemente concordata. L'effetto Covid-19 sta facendo valere il proprio impatto in molti settori, specie in quello economico, ed il magnate di Houston sarebbe disposto a sborsare un equivalente massimo di 550-600 milioni di euro, in netta contrapposizione con i 711 pattuiti 3 mesi fa. Una cifra questa che, ad ogni modo, potrebbe soddisfare Pallotta, nonostante un evidente ridimensionamento dell'agognata plusvalenza.