Nicolò Zaniolo è tornato a parlare delle indagini condotte in merito a sue possibili scommesse illecite sul calcio. L'oblazione ha però messo fine alla vicenda.
Zaniolo, tutta la verità
Come hai vissuto la vicenda? Contento che sia finita?
"Anche se poi tutto è andato
bene, non è stata una cosa bella, ma non posso dire nulla sulle
indagini. La cosa
importante è che sia
finita, però è brutto essere tirati in mezzo a una storia del genere senza avere fatto
niente di grave. Ha presente come posso aver vissuto l’arrivo della
polizia a
Coverciano? Un incubo".
Come ti senti ora?
Mi sento
meglio naturalmente, ma avevo già cominciato a sentirmi così dopo l’incontro con la
procuratrice, quando è stata
accertata la
verità di quello che dicevo. Paura?
No, perché sapevo quello che avevo fatto. O meglio, che non avevo fatto.
Chiariamo: io ho giocato su cose da
casinò, ma non ho mai
scommesso. Comunque ho
sbagliato lo stesso, non posso negarlo, ma non sapevo fosse una piattaforma
illegale".
La tua immagine pubblica è compromessa?
"Può essere
vero, ma io rispondo solo per
me stesso. E allora le dico che la nostra è una
vita… come dire… a
doppio taglio. Lo so abbiamo i
soldi, possiamo permetterci cose a cui la maggior parte delle persone
non può arrivare, però spesso siamo costretti a stare da
soli".