Serie A
Allegri: “Domani gioca Kean. Sento la fiducia della società. Le critiche…”
Alle ore 11 Massimiliano Allegri ha parlato di Lazio-Juventus dall’Allianz Training Center nella consueta conferenza stampa pre-partita.
Rivivi la diretta sul sito ufficiale della Juventus.
I miei ultimi editoriali su Allegri:
- “Allegri non migliora i giocatori” eppure il valore della Juve non è mai stato così alto…
- La Juventus ora gioca, ma non vince: agli anti-Allegri non va comunque bene.
- Allegri ha migliorato Vlahovic, ma non può trasformarlo in un top attaccante.
- Allegri è fra i migliori allenatori d’Europa: ecco il dato.
“La squadra sta bene. Kean titolare domani“
❝La squadra è tornata bene. Quelli che sono rimasti hanno lavorato bene. Quelli che sono stati via hanno fatto (quasi tutti) delle amichevoli. Altri, come Szczesny, hanno raggiunto il loro obiettivo di qualificarsi agli Europei.
Illing ha giocato molto quest’anno. Ci sono stati periodi in cui ha giocato meno, ma è sempre stato molto considerato. Sta facendo un percorso di crescita e sono contento del suo rendimento. Mi aspetto molto da Kean. Credo che lui abbia l’obiettivo di fare bene per guadagnarsi un posto agli Europei. Doveva andar via, poi alla fine è rimasto. Si è rimesso in forma e penso che domani farà una buona partita: giocherà titolare.❞
“Oggi il mio futuro non conta. La Juventus deve giocare la Champions League”
❝In questo momento il mio futuro non conta. La cosa più importante è il finale di stagione. Purtroppo abbiamo buttato tanti punti e il nostro vantaggio sulle quinte si è assottigliato. Dobbiamo essere realisti: abbiamo fatto sette punti nelle ultime otto partite e dobbiamo fare il massimo nelle nove gare che rimangono. Poi avremo anche la Coppa Italia e quindi dobbiamo rimanere concentrati. Sono contento delle parole della società, ma non avevo dubbi in merito. In questo momento però è fondamentale rimanere concentrati sul presente.
Nel calcio si vive di momenti. Dobbiamo rialzarci e tornare a fare i risultati che ci servono per raggiungere l’obiettivo della società, ovvero la qualificazione in Champions League. Finora la squadra ha fatto bene. 59 punti sono tanti, anche se sono stati distribuiti male: 46 nel girone d’andata e 13 nel girone di ritorno. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi. Se in queste ultime partite non abbiamo fatto bene significa che da qui in avanti dovremo fare qualcosa in più, ma continuo a vedere la voglia e la determinazione di fare bene.
Il calcio è difficile da spiegare. Noi lavoriamo. Riguardiamo le partite per cercare di capire gli errori che facciamo, ma in questo momento parlare e spiegare non serve a nulla. Nel calcio contano i risultati e noi in questo momento non li stiamo facendo. Dobbiamo invertire questa tendenza, ma dipende solo da noi.
Nel mio futuro vedo la volontà di continuare a lavorare con passione e dedizione. Come ho sempre fatto e come sto facendo da 42 anni. Sono contento della mia carriera, ma al tempo stesso ho ancora tanta voglia di divertirmi facendo questo mestiere e di continuare a lavorare sul campo. Ora però l’importante è domani. Il mio futuro non conta. Contano soltanto i 55 giorni che ci separano dalla fine della stagione e i nostri obiettivi.❞
Allegri: “Chiesa e Yildiz stanno bene. Su Tudor…“
❝Non so cosa ci sarà dentro l’uovo di Pasqua di Lazio-Juventus. Io l’uovo di Pasqua l’ho mangiato in anticipo perché lo mangio tutti i giorni. Sono un amante della cioccolata. (ride, n.d.r.) Troveremo una Lazio con un nuovo allenatore e sicuramente dovremo fare un’ottima partita perché avranno tanta voglia di riscatto. Sia Chiesa e Yildiz stanno bene. Sono due giocatori importanti e saranno fondamentali per questo finale.
Quando vinci vedi le cose in maniera diversa, ma i periodi che ti fanno crescere sono quelli in cui non si vince. Bisogna rivedere la quota Champions perché ovviamente 59 punti non basteranno.
Tudor ha fatto molto bene sin qui in carriera, sia qui che a Verona. Penso che troveremo una Lazio differente da quella di Sarri. Non so se due settimane di lavoro basteranno per stravolgere la squadra, ma il calcio non si può spiegare. Mi aspetto però una Lazio aggressiva, perché il cambio di allenatore ti dà sempre una carica speciale nell’immediato. La Lazio è una squadra di qualità, con soluzioni offensive importanti, e dovremo fare una buona partita a livello tecnico perché queste partite si vincono con la qualità.
Il nostro obiettivo è dare il massimo e fare sempre più punti possibile. Nell’immediato il nostro obiettivo è migliorare quanto fatto sin qui nel girone di ritorno, perché tredici punti sono pochi. Le parole di Scanavino mi hanno fatto piacere perché rappresentano l’idea della società e della proprietà. Le critiche nel calcio vanno accettate, ma non è giusto che quando vinci sei un fenomeno e quando perdi sei uno scemo. Però ci sta, fa parte del gioco e il calcio ti dà sempre la possibilità di rendere bianco ciò che oggi è nero.❞

Photo LiveMedia/Gianluca Ricci
Serie A
Bologna, da Tedesco in bilico a Palladino: scelto il nuovo corso
Un punto in quattro giornate ha portato al cambio in panchina. Il nuovo tecnico firmerà fino al 2028, ma il suo nome era nei piani di Sartori già da tempo.

DOMENICO TEDESCO, ALLENATORE DEL BOLOGNA FC, DELUSO DOPO UN CARTELLINO ROSSO (FOTO DI FABIO PATAMIA/GETTY IMAGES)
Le ore di riflessione a Casteldebole hanno portato alla svolta: dopo un punto raccolto nelle prime quattro giornate, il Bologna ha deciso di cambiare guida tecnica e ripartire da Raffaele Palladino al posto di Domenico Tedesco. Una scelta maturata rapidamente nelle ultime ore, ma non improvvisata, perché Palladino era da tempo uno dei principali obiettivi di Giovanni Sartori.
Il quadro è cambiato nel giro di ventiquattro ore. Il 15 settembre Tedesco aveva incontrato i vertici rossoblù per analizzare l’avvio senza vittorie; oggi il club ha scelto una nuova direzione affidandosi a un allenatore già seguito in passato dalla propria area tecnica.
Un punto in quattro giornate cambia lo scenario
I numeri spiegano la svolta. Dopo quattro turni il Bologna è 16° con un punto, senza vittorie e con appena due gol segnati.
I rossoblù hanno perso 1-0 contro Lazio, Atalanta e Napoli, raccogliendo l’unico punto nel 2-2 con il Sassuolo. Proprio contro i neroverdi sono arrivate le sole reti stagionali, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Il cambio arriva inoltre appena dodici giorni dopo le parole dell’amministratore delegato Claudio Fenucci. Il 4 settembre, parlando del nuovo corso, aveva spiegato: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà».
Tedesco era arrivato soltanto il 2 giugno 2026, firmando fino al 2028 con opzione per un’altra stagione. L’avvio da un punto in quattro partite ha però cambiato rapidamente lo scenario costruito durante l’estate.
Palladino, la scelta del Bologna non nasce oggi
Se la decisione su Tedesco è maturata nelle ultime ore, il nome di Palladino ha radici molto più lontane.
Sartori aveva già individuato nell’ex tecnico di Monza e Fiorentina un profilo adatto al Bologna due anni fa, nel momento della ricerca del successore di Thiago Motta. Il suo nome è tornato poi nelle valutazioni della dirigenza anche durante l’ultima estate.
Il club ha quindi cambiato allenatore in poche ore, ma non ha scelto il sostituto in poche ore. Palladino era un obiettivo già conosciuto e studiato da Sartori, circostanza che ha permesso ai rossoblù di accelerare una volta presa la decisione di interrompere il percorso con Tedesco.
Nelle valutazioni per la panchina c’era anche Igor Tudor, considerato il piano alternativo. La priorità di Sartori è rimasta però Palladino, fino all’intesa raggiunta per aprire il nuovo ciclo.
Bologna-Palladino, 2 milioni a stagione e contratto fino al 2028
Anche la struttura dell’accordo chiarisce la prospettiva scelta dal club. Palladino guadagnerà 2 milioni di euro a stagione e firmerà un contratto fino al 2028, con un’opzione per prolungare il rapporto fino al 2029.
La clausola è legata ai risultati: l’opzione per il 2029 scatterà in caso di qualificazione del Bologna alle competizioni europee.
Non si tratta quindi di una soluzione pensata soltanto per gestire l’attuale momento di difficoltà. La durata dell’accordo lega il tecnico a un progetto pluriennale, con l’Europa inserita direttamente tra le condizioni che possono prolungare il rapporto.
Prima di iniziare la nuova esperienza, Palladino ha definito anche la separazione dal precedente contratto con l’Atalanta.
Dal progetto Tedesco al primo esame di Palladino
Il calendario non concede molto tempo al nuovo allenatore. Il prossimo appuntamento è Bologna-Torino, in programma sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara.
Palladino prende una squadra ancora senza vittorie, con un punto e due reti segnate dopo quattro giornate. Il suo primo compito sarà quindi interrompere subito un avvio che ha convinto il club a cambiare una scelta compiuta appena tre mesi fa.
Ieri a Casteldebole il futuro di Tedesco era ancora al centro delle valutazioni. Oggi la risposta è arrivata: il Bologna riparte da Palladino, il tecnico che Sartori aveva già cercato in passato e sul quale ha deciso di costruire il nuovo corso.
Serie A
Bologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
Il futuro di Domenico Tedesco sulla panchina del Bologna si è complicato nel giro di poche ore: alla fiducia filtrata in mattinata è seguita, nel pomeriggio, una serie di valutazioni interne sulla sua posizione. Nessun esonero, però, è stato ufficializzato.

DOMENICO TEDESCO, CT DEL BELGIO, DURANTE LA PARTITA DI UEFA NATIONS LEAGUE TRA ITALIA E BELGIO (FOTO DI EMMANUELE CIANCAGLINI/GETTY IMAGES)
Bologna-Tedesco, cosa cambia nel giro di poche ore
La mattinata del 15 settembre si è aperta con il confronto previsto a Casteldebole tra il tecnico e i vertici rossoblù. Sul tavolo l’avvio negativo in campionato e, soprattutto, la prestazione offerta nella sconfitta contro il Napoli.
Le prime indiscrezioni descrivevano ancora una società intenzionata ad analizzare la crisi insieme al proprio allenatore, senza mettere subito in discussione la panchina. Nel corso del pomeriggio, tuttavia, lo scenario è diventato più delicato: sarebbero emerse valutazioni sulla posizione di Tedesco all’interno del club.
Il condizionale resta d’obbligo su questo punto. Il tecnico non è stato esonerato e, al momento della pubblicazione, non esiste un comunicato ufficiale del Bologna che annunci una separazione.
Un punto in quattro giornate: i numeri della crisi rossoblù
A spiegare l’aumento della pressione è soprattutto la classifica. Dopo quattro giornate di Serie A 2026/27, il Bologna occupa il 16° posto con un punto, senza vittorie e con appena 2 gol segnati.
Il percorso è netto: 0-1 contro la Lazio, 0-1 con l’Atalanta, 2-2 contro il Sassuolo e 0-1 a Napoli. Tre sconfitte di misura, ma anche tre gare chiuse senza segnare.
Il dato offensivo resta il più evidente. Le uniche reti rossoblù sono arrivate nel pareggio con il Sassuolo, firmate da Roberto Piccoli e Artem Dovbyk.
Dopo il ko del Maradona, anche il vice allenatore Andrea Tarozzi ha riconosciuto il problema: «Abbiamo creato troppo poco, anche rispetto alle nostre ultime partite».
Le parole di Fenucci, undici giorni prima
Il possibile cambio di scenario pesa ancora di più alla luce di quanto dichiarato dal club a inizio settembre. Il 4 settembre l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva definito la stagione un anno di ricostruzione, indicando la top 10 come possibile traguardo e chiedendo pazienza per il nuovo corso.
Sul tecnico, in particolare, era stato chiaro: «Abbiamo un allenatore nuovo che dovrà avere il tempo di lavorare, come lo ebbero Thiago Motta e Italiano: e lo avrà». Tedesco, del resto, è arrivato a Bologna soltanto il 2 giugno 2026, con un contratto fino al 30 giugno 2028 e opzione per un’ulteriore stagione.
Un eventuale cambio dopo quattro giornate rappresenterebbe quindi una svolta molto anticipata rispetto al progetto impostato appena tre mesi fa.
Il Torino sullo sfondo, ma prima la scelta su Tedesco
Il prossimo impegno di campionato sarà Bologna-Torino, sabato 19 settembre alle 15 al Dall’Ara. Tedesco, sulla carta, deve ancora scontare la seconda delle due giornate di squalifica ricevute dopo l’espulsione contro il Sassuolo, sanzione accompagnata da un’ammenda di 5.000 euro.
Dopo quanto emerso il 15 settembre, però, il primo interrogativo non riguarda più soltanto la sua presenza fisica in panchina contro i granata. Il Bologna deve prima decidere se proseguire con l’allenatore a cui, undici giorni fa, aveva pubblicamente promesso tempo, oppure cambiare strada dopo un avvio da un punto in quattro giornate.
La posizione di Tedesco è ormai un tema concreto in casa rossoblù. L’esonero, invece, resta al momento un’ipotesi e non un fatto ufficiale.
Serie A
Como-Parma, le probabili: Kean dal 1′ dopo la Champions
Le probabili formazioni di Como-Parma. Fabregas applica il turnover con Kean e Rodriguez, Cuesta conferma la difesa a tre.

LA GRINTA DI CARLOS CUESTA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Turnover Como, Fabregas ruota gli uomini dopo l’Europa
Archiviata la storiche e dispendiosa serata di Champions League, il Como si rituffa nel campionato con la necessità di gestire le energie psicofisiche dell’organico. Cesc Fabregas ha predisposto una serie di avvicendamenti in tutti i reparti per affrontare il Parma. In difesa, davanti all’estremo difensore Butez, Kempf si candida a far rifiatare Chalobah al fianco di Ramon, mentre le corsie esterne vedranno il probabile debutto dal primo minuto del giovane Kaiki a sinistra e l’impiego di Smolcic a destra.
In mediana si ricompone la cerniera composta da Perrone e Da Cunha per garantire equilibrio. Sulla trequarti, a supporto della punta centrale Moise Kean, agira il tridente formato da Jesus Rodriguez al posto di Diao, Nico Paz al centro e la conferma dell’ispirato Baturina sulla fascia sinistra.
Le scelte del Parma, Cuesta insiste sulla difesa a tre
Sul fronte opposto, il tecnico del Parma Carlos Cuesta appare orientato a proseguire con il modulo tattico a tre difensori. A protezione del portiere Corvi agirà la linea composta da Troilo al centro, affiancato da Delprato sul centro-destra e da Diego Carlos sul centro-sinistra, con quest’ultimo in vantaggio nel ballottaggio con Valenti.
La linea di centrocampo vedrà Britschgi e Valeri presidiare le corsie esterne, mentre la regia sarà affidata all’alternanza tra Keita e Ordonez, con Fabbian a garantire gli inserimenti offensivi. In attacco restano aperti i dubbi principali. Lo staff emiliano valuta l’impiego del tandem formato da Romero e Toure, pur mantenendo viva l’ipotesi di confermare dal primo minuto l’ottimo stato di forma di Lontani.
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