Bologna-Atalanta è il Saturday Night della sesta giornata di Serie A. I rossoblù di Italiano ospitano i nerazzurri di Gasperini.
Se qualcuno mi avesse detto che ci sarebbe stato un qualunque punto del campionato in cui il
Bologna (reduce dal traumatico passaggio di consegne da
Thiago Motta a
Vincenzo Italiano) avrebbe avuto gli stessi punti dell'
Atalanta, avrei stentato (e non poco) a crederci. E non per l'assenza di qualità nella rosa rossoblù, anzi.
Per quanto il merito della straordinaria stagione dello scorso anno venga attribuito quasi esclusivamente al lavoro del tecnico italo-brasiliano,
i felsinei hanno una rosa di assoluto livello. Nel calcio i "miracoli" (termine che io aborro e che svilisce il lavoro dell'area tecnica) non esistono e i risultati non arrivano "per caso".
Il Bologna non era solo Thiago Motta;
Calafiori;
Zirkzee o
Ferguson. Il Bologna era soprattutto una squadra costruita bene, da persone che sanno di calcio e che conoscono il gioco. Tuttavia, c'erano tutti gli elementi per pensare che i rossoblù sarebbero passati attraverso una stagione di grandi cambiamenti e soprattutto difficoltà.
L'assenza di giocatori importanti come i sopracitati, alcuni per infortunio (Ferguson) altri per la loro legittima volontà (Calafiori e Zirkzee) di sposare progetti più ambiziosi. Il vecchio adagio secondo il quale la conferma è sempre più difficile dell'imposizione. La mancanza di abitudine a giocare le coppe europee, in una stagione in cui (e lo stiamo vedendo con tutte le big)
il nuovo format drena molte più energie che negli anni passati.
In ultimo (ma non per importanza) lo sciagurato arrivo in panchina di un
habitué dell'
underperforming:
un maestro assoluto nell'arte del fallimento. E, fino all'insperata (e convincente) vittoria di
Monza, i prodromi della classica stagione "
alla Italiano" s'intravedevano funesti. Nubi che, invece, sono comparse tutte insieme e all'improvviso al
Gewiss, dopo un'estate in cui si è rapidamente passati dall'esaltazione alla depressione.
La Dea, sin qui,
è stata lunatica e incostante. Male con il
Real Madrid, poi benissimo a
Lecce. Quindi male con il
Torino e malissimo con l'
Inter, poi la vittoria di carattere contro la
Fiorentina e il pareggio convincente in
Champions League contro l'
Arsenal. Quindi un altro stop in atteso, con un tris subito in casa dal
Como.
La sensazione (e lo ripeto da inizio anno)
è che molti a Bergamo si siano convinti che il ciclo dell'Atalanta sia finito qui. Che la vittoria, dai contorni fiabeschi, di Dublino, contro l'imbattibile
Bayer Leverkusen di
Xabi Alonso, sia stato uno
zenit impossibile da replicare. I tentennamenti di
Gasperini; la querelle
Koopmeiners; i capricci di
Lookman; un mercato che non sembra aver dato ma quasi tolto.
Ad abbattere ulteriormente il morale della truppa, nella più classica e al tempo stesso crudele rappresentazione plastica della
Legge di Murphy, il doppio (grave) infortunio occorso a
Scalvini e
Scamacca. Se tutto ciò che può andare male andrà male,
allora forse sarebbe stato meglio chiudere il cerchio con l'insperato trionfo in Europa League. Per fare meglio a Gasperini rimarrebbe solo lo Scudetto:
a oggi pura utopia.
Bologna-Atalanta ci racconterà di due grandi protagoniste in crisi dello scorso campionato, che però, con due percorsi diversi e in due momenti di forma antitetici, arrivano a scontrarsi appaiate in classifica. Oggi una delle due potrebbe tirarsi fuori dalle sabbie mobili e dare continuità a quanto di buono si è visto (seppur a tratti) in questo inizio di stagione, e spedire l'altra in un circolo vizioso di dubbi e incertezze da cui sarebbe difficile uscire.
Bologna-Atalanta, le formazioni ufficiali
Di seguito le formazioni ufficiali di Bologna-Atalanta.
BOLOGNA (4-3-3): Skorupski; Posch, Beukema, Lucumi, Lykogiannis; Aebischer, Freuler, Fabbian; Orsolini, Castro, Ndoye.
Allenatore: Vincenzo Italiano.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Djimsiti, Kolasinac; Bellanova, De Roon, Ederson, Ruggeri; De Ketelaere, Brescianini; Lookman.
Allenatore: Gian Piero Gasperini.
