Le multiproprietà, come quella di Bologna e Montreal, sono il futuro del calcio?
"Credo sia una forma di business intelligente, anche per far ruotare i giocatori. Li puoi formare con la stessa metodologia e farli crescere in contesti diversi. Anche perché da noi sembra difficile sviluppare le seconde squadre".
Introdurrebbe la Superlega nel calcio di oggi?
"No, il nostro calcio arriva da un percorso diverso. Lì si può fare, ma il contesto americano - spiega il dirigente del Bologna - è in controtendenza rispetto al resto del mondo.
Non avere retrocessioni, per loro è un vantaggio negli investimenti. Ma a titolo personale, io non credo la Superlega possa portare qualcosa di buono per i nostri club".