Alla Gazzetta dello Sport, il centroavanti del Cagliari ha rilasciato un'intervista in merito agli esiti della sua annata: "Stagione con alti e bassi."
Raggiunta quota dieci, il centravanti definisce l'attuale stagione con la maglia rossoblu un pochino altalenante, che è stata aperta dalla prima rete contro il Como, ma in cui non ha trovato una grande continuità realizzativa.
Atalanta's Roberto Piccoli portrait during italian soccer Serie A match Hellas Verona FC vs Atalanta BC at the Marcantonio Bentegodi stadium in Verona, Italy, December 12, 2021 - Credit: Ettore Griffoni
Cagliari, le parole di Piccoli
Che stagione è stata?
"Bella, con degli alti e bassi. A metà stagione ho avuto qualche momento di difficoltà, qualche acciacco, ma ho tenuto duro. L’allenatore Davide Nicola mi ha dato molta fiducia. Ho imparato a fare reparto da solo, ad attaccare meglio la profondità. E ho sempre dato tutto, lavorando anche per la squadra. Pur dicendo con sincerità che il gol è tutto."
I tanti prestiti le pesano?
"Alla mia età si vuole giocare sempre. I traslochi fanno parte della vita di un professionista. Tra giocare sempre o fare l’attaccante di scorta in un grande club che fa le coppe? L’attaccante di scorta proprio no. Io voglio giocare sempre a suon di gol. A fine stagione le parti si incontreranno, parleranno e troveranno un accordo. A Cagliari starei volentieri. Chiaro che la nostra vita calcistica è una gara in cui si parte tutti alla pari e poi c’è chi la spunta."
Il difensore più tosto?
"Senza dubbio Acerbi."
Tanti attaccanti italiani in doppia cifra. Chi è il più forte?
"Kean mi fa impazzire. Ha fisico, è forte in area, attacca la profondità, è completo. Spero di poter fare ancora meglio. In Italia ci sono tanti attaccanti forti, una sana competizione. Nazionale? Io do il massimo ogni giorno e gioco ogni partita come fosse l’ultima cercando di determinare. La Nazionale bisogna meritarsela."
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