L'allenatore del Como Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza stampa dopo la rocambolesca vittoria per 0-2 grazie alle reti di Diaoune e Nico Paz.
Dopo le tre sconfitte consecutive, il Como è tornato alla vittoria e lo ha fatto alla grande andando a vincere su un campo complicato. Con i 3 punti di oggi, la squadra di Fabregas si è portata a quota 25 punti in classifica. A seguire l'intervista completa ai microfoni di Dazn.
Como, le parole di Fabregas
Oggi felice del risultato oltre che della prestazione.
"Tutti vogliamo vincere. Siamo dentro a un progetto che si vede, abbiamo cambiato tanti giocatori da gennaio scorso. Tatticamente dobbiamo alzare il livello tantissimo e fare prestazioni come quella di oggi. Vittoria importante, dobbiamo continuare a crescere e dare continuità alle nostre prestazioni. Nelle ultime partite abbiamo sempre fatto la partita, a parte il primo tempo col Bologna e l'ho detto anche pubblicamente".
Il Como si difendeva attaccando.
"Assolutamente, abbiamo perso 3 partite di fila e il mio messaggio è sempre lo stesso. Che sia contro la Juve o contro la Fiorentina, l'idea è la stessa. Abbiamo fatto una partita un po' più sporca, quello che è mancato nelle ultime gare. Siamo giovani, dobbiamo continuare a crescere. Fa piacere per loro, sono giocatori coraggiosi e con tanta personalità".
Diao ha già fatto 4 gol: dove può arrivare?
"Giocatore con forza, fame e mentalità. Siamo qua per far crescere lui e gli altri, questo mi piace. Vuole sempre la palla e attacca la profondità, cosa che non avevamo lo scorso anno. Sono contento di questo. Oggi ha giocato più dentro al campo, quella rotazione ha messo in difficoltà la Fiorentina".
L’esultanza di Assane Diao Diaoune dopo il gol ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Cosa ha imparato la squadra affrontando le big?
"Non bisogna guardare il nome di chi affrontiamo. Dobbiamo fare punti, giocare bene e fare prestazioni: quando giochi così, alla fine il calcio ti dà qualcosa. Proviamo a continuare".
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La Viola cerca un portiere per gennaio, ma il River Plate vuole blindare il talento argentino. Intanto il giovane di proprietà viola cresce all'Avellino e De Gea resta un punto fermo.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.