Il presidente italo-americano Rocco Commisso ha raccontato durante un'intervista la sua visione del calcio, del ruolo del presidente e del suo rapporto con i tifosi.
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L'intervista
Il presidente della
Fiorentina Rocco Commisso, ormai presidente del club viola da due anni e mezzo, ha raccontato in un intervista al
Financial Times il suo pensiero.
Comincia parlando dei suoi tifosi dicendo che è amato fino ad un certo punto, questo punto dice è l'anello di congiunzione tra le sue spese e quanto riuscirà a vincere da presidente.
Per il club toscano spiega che non ha intenzione di aprire i rubinetti all'infinito da un punto di vista economico, ma di fare grandi investimenti iniziali per poi rendere la società autosufficiente.
Parla anche della questione
Gattuso. Ricordiamo che il tecnico toscano era stato ingaggiato dal presidente durante la sessione estiva di mercato, ha deciso dopo meno di un mese di andare via.
Commisso dice che la questione delle grandi divergenze nate tra i due è che il tecnico volesse tutti nuovi acquisti che facevano parte della scuderia del grande procuratore
Mendes, procuratore del tecnico stesso. Questa versione poi è stata smentita da una persona vicina alla società dello stesso procuratore. Per quanto riguarda il mondo di questo sport lo definisce folle. Fa notare come sia amato da tante persone perché con il suo arrivo ha portato anche tanto lavoro, ma come questo in maniera incredibile non interessi ai funzionare del comune di
Firenze.
Attacca anche i professionisti di questo mondo dicendo che molti giocatori, anche se davvero giovani, subito dopo aver fatto bene corrono a battere cassa per ricevere un compenso maggiore.