L'Hellas Verona esce ancora una volta sconfitto dalla Scala del Calcio, nuovamente di misura e con tanto rammarico per come si era messa la partita.
I
gialloblu di
Zanetti hanno affrontato la gara in modo gagliardo ma l'atteggiamento non è bastato per strappare punti salvezza. Da Milano la squadra torna con segnali sia positivi che negativi.
Hellas Verona, cosa lascia la prestazione di San Siro?
Fin dai primi minuti si è capito che l'Hellas si sarebbe non lasciato travolgere dalla qualità degli avversari e la prima conclusione verso la porta di
Duda, con
Maignan non perfetto nella risposta, ha messo le cose in chiaro.
Nonostante una prima frazione molto noiosa,
Dawidowicz e compagni hanno retto bene agli assalti dei rossoneri e sono cresciuti sempre di più col passare dei minuti. L'approccio difensivo ha pagato e infatti la sola rete subita al 75' da
Gimenez lo dimostra. I 5 gol dell'
Atalanta nel turno precedente hanno obbligato Zanetti a cambiare le carte in tavola.
La difesa a
3 composta da Dawidowicz,
Coppola e
Valentini ha dato qualche garanzia in più soprattutto grazie a quest'ultimo che essendo mancino ha potuto ampliare le soluzioni in fase di costruzione.

A centrocampo
Niasse non è ancora riuscito a imporsi, anche se al suo fianco c'era un giocatore esperto come
Duda.
Tchatchoua ha battuto la fascia più volte, spostandosi anche a sinistra nel finale di partita, e non ha sfigurato più di tanto. Dall'altra parte
Bradaric ha avuto più volte la possibilità di colpire ma è mancata la freddezza nei momenti decisivi.
Una partita quasi interamente in difesa però espone a dei rischi molto concreti e il gol ne è la dimostrazione. Infatti, dato che la squadra era sottoposta a un forte pressing, la situazione ha portato tutti a schiacciarsi all'interno dell'area di rigore, lasciando andare
Leao.
Con la
Fiorentina urge una ripartenza da questi aspetti positivi e la sconfitta dei viola oggi contro il
Como può essere materia di studio approfondito durante la settimana.