L’Inter si ferma dopo sette vittorie di fila tra tutte le competizioni: buona prova al Maradona, ma gli episodi favoriscono il Napoli.
Dopo sette vittorie consecutive, l'Inter cade al Maradona contro il Napoli, ma lo fa a testa alta. I nerazzurri tornano a Milano consapevoli di aver creato tanto, soprattutto nel primo tempo, quando avrebbero meritato qualcosa in più.
Nella ripresa, però, si è vista un'Inter diversa: meno concentrata, più disunita e forse troppo fiduciosa nei propri mezzi. I gol di McTominay e Anguissa sono arrivati da due situazioni in cui la difesa è stata fin troppo ottimista, sottovalutando il pericolo.
Sul 2-1 dello scozzese, Bastoni, Acerbi e Zielinski vedono l'inserimento del centrocampista ma nessuno lo segue. Stessa storia sul 3-1 di Anguissa, con Barella e Acerbi che perdono completamente l'uomo. L’ex Lazio avrebbe potuto fermare il camerunense con un fallo, anche a costo di prendersi un giallo, che però avrebbe potuto tenere viva la squadra.
Invece, quel gol ha tagliato le gambe ai nerazzurri, che hanno accusato il colpo dal punto di vista mentale.
NICOLO BARELLA IN AZIONE ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Inter, il centrocampo è troppo importante
Con oltre venti minuti ancora da giocare, l'Inter aveva tutto il tempo per provare a riaprire la partita, ma una mossa di Chivu ha di fatto sancito la vittoria del Napoli.
Al 73°, il tecnico rumeno ha deciso di sostituire Çalhanoğlu e Barella per inserire Frattesi e Sučić. A queste va aggiunta anche la sostituzione forzata di Mkhitaryan nel primo tempo, rimpiazzato da Zielinski. Da quel momento l'Inter si è ritrovata con un centrocampo completamente diverso da quello titolare, poco amalgamato e incapace di tenere il ritmo del Napoli.
I nerazzurri hanno iniziato a faticare di più nell'uscita palla al piede e nella costruzione, con gli azzurri che hanno potuto così gestire il pallone con maggiore calma. È vero, i due gol del secondo tempo sono arrivati quando Barella e Çalhanoğlu erano ancora in campo, segno che anche loro avevano perso brillantezza. Tuttavia, il tentativo di Chivu di dare freschezza al centrocampo non ha prodotto gli effetti sperati.
Ora, però, niente drammi: mercoledì a San Siro arriverà la Fiorentina, un'occasione immediata per rialzarsi e dimostrare che questa sconfitta è solo un incidente di percorso.
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