Juventus, non basta certo la qualificazione in extremis alla Champions a salvare la stagione. Elkann riflette sull'operato Giuntoli e Chiellini è pronto a ricoprire un ruolo operativo?
L’eventuale ritorno di
Antonio Conte alla Juventus potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di una rivoluzione ben più ampia. Nonostante la qualificazione alla prossima
Champions League conquistata per il rotto della cuffia contro il Venezia, in casa bianconera l’analisi della stagione in corso lascia aperti molti interrogativi, alimentando riflessioni che vanno ben oltre la panchina.
Juventus, il futuro di Giuntoli sotto la lente d'ingrandimento
La figura di Cristiano Giuntoli, legata al club con un contratto
fino al 2028 e un ingaggio vicino ai 3 milioni annui, è sempre più al centro delle valutazioni della proprietà. Dopo una campagna acquisti ambiziosa ma dispendiosa, e alcune scelte coraggiose – come l’addio a senatori dello spogliatoio (Danilo in primis) e la cessione di giovani talenti esplosi altrove (Fagioli e Soulé) – il bilancio sportivo resta controverso. L’andamento irregolare, l’eliminazione precoce dalla
Champions e dalla
Coppa Italia, e i passi falsi contro avversari sulla carta abbordabili pesano sulla percezione del lavoro svolto.

Inoltre, le indiscrezioni sull’ingresso in società di
Damien Comolli, ex Tottenham e attuale presidente del Tolosa, indicano che John Elkann sta valutando un possibile rafforzamento (o ribilanciamento) dell’area tecnica. A ciò si aggiunge il probabile ritorno di
Giorgio Chiellini in un ruolo operativo, vicino alla squadra, che potrebbe cambiare ulteriormente gli equilibri interni.
In questo scenario, dunque,
Antonio Conte non sarebbe il salvatore solitario, ma parte di una revisione strutturale che coinvolge dirigenti, strategia tecnica e modello gestionale. Le prossime settimane si preannunciano decisive.