Milan, il nuovo corso rossonero inizia con delle cessioni eccellenti. Ambrosini verso il no al ruolo di club manager?
Il Milan cambia ancora pelle. Dopo stagioni di transizione, rilanci e rifondazioni mai pienamente compiute, il club rossonero ha imboccato una nuova fase di rivoluzione. L’ennesima, verrebbe da dire, nell’ultimo decennio travagliato. A fare da spartiacque stavolta è la cessione ufficiale di Tijjani Reijnders al Manchester City, operazione che ha generato non poche perplessità nella tifoseria. L’olandese, arrivato appena un anno fa, era stato tra i volti principali del progetto tecnico post-Maldini, ma il suo addio pare essere solo il primo tassello di un domino già scritto.
Milan, tutti i nomi in uscita
Secondo fonti vicine al club, altre tre cessioni pesanti sono in preparazione. Theo Hernandez, Mike Maignan e Malick Thiaw sono infatti destinati a lasciare Milanello nei prossimi mesi, forse già prima dell’inizio del ritiro estivo. In particolare, le partenze dei due francesi – colonne della squadra scudettata nel 2022 – metterebbero fine a una spina dorsale di talento che aveva alimentato sogni di continuità e competitività in Europa.
La direzione tecnica del Milan sembra invece voler puntare su una ricostruzione profonda, rinunciando anche ai simboli del recente passato. Una strategia che, per quanto legata a logiche economiche e di sostenibilità, rischia di compromettere l'identità sportiva nel breve periodo, come già avvenuto in stagioni recenti.
DELUSIONE THEO HERNANDEZ ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il No (probabile) di Ambrosini
Non è però solo il campo a cambiare. A livello societario, il Milan sta cercando di colmare un vuoto di identità. L’ingresso imminente di Igli Tare, ex ds della Lazio, è solo il primo passo di un ridisegno dirigenziale più ampio. Tra gli obiettivi del club c’è anche l'inserimento di una figura di collegamento tra il nuovo staff tecnico guidato da Massimiliano Allegri e la dirigenza, una figura che incarni i valori storici del Milan e restituisca un po’ di quel "milanismo" che in molti, tifosi in primis, ritengono smarrito.
Il nome forte su cui si era aperta una riflessione interna è stato quello di Massimo Ambrosini, ex capitano e simbolo di un’epoca vincente, oggi affermato opinionista televisivo. Ambrosini, stando a quanto trapelato, avrebbe avuto più di un contatto diretto con Giorgio Furlani, culminati in un incontro a Casa Milan avvenuto circa dieci giorni fa. Tuttavia, l’ex centrocampista sarebbe orientato a declinare l’offerta.
Alla base della sua decisione ci sarebbero non solo motivi personali e famigliari, ma anche la volontà di non assumere un ruolo puramente rappresentativo. Ambrosini – che resta profondamente legato al Milan – tornerebbe solo con un incarico che valorizzi realmente la sua esperienza e il suo profilo professionale. Un ritorno, dunque, non per nostalgia, ma per dare una direzione precisa al progetto, che al momento appare ancora in cerca di stabilità e visione.
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La notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre 2026 è destinata a rimanere scolpita a tappe indelebili nella storia del calcio internazionale e della Nazionale argentina. Allo Stadio Monumental di Buenos Aires, Lionel Messi ha disputato l'ultima partita della sua straordinaria carriera con la maglia numero 10 dell'Albiceleste, trascinando la selezione al successo per tre a rete zero contro il Benin con un gol e due assist d'autore. Al suo fianco ha vissuto ogni istante di questa serata carica di commozione il capitano dell'Inter Lautaro Martínez, pronto ora a raccogliere l'eredità di leadership del fuoriclasse di Rosario dopo anni trascorsi a condividere trionfi memorabili sul tetto del mondo.
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07/10/2026, 12:00
Milan, inizia la rivoluzione...ma senza Ambrosini - Calcio style