Napoli, le parole di Conte
Che valore ha questo punto e la prestazione di oggi?
"Manca un ultimo passo. Dobbiamo assolutamente farlo. Mi sento di dire ai napoletani di restare concentrati, di non tirare fuori bandiere con numeri a caso. Restiamo sul pezzo. Questi ragazzi hanno bisogno di essere spinti verso un traguardo che sarebbe storico, raggiunto in una maniera inimmaginabile dopo appena due anni. Siamo la squadra che è stata in testa più a lungo e da gennaio in poi hanno fatto qualcosa di straordinario.
Abbiamo gestito emergenze continue: oggi eravamo senza Lobotka, Neres è appena rientrato, Buongiorno è stato quasi sempre in infermeria, Jesus si è fermato e abbiamo adattato Olivera per esperienza. Tante difficoltà superate. Il merito è esclusivamente dei ragazzi che ci hanno creduto. Manca solo l’ultimo passo, da fare insieme ai tifosi, in modo intelligente, corretto e serio. Se accadrà, allora sì che potremo celebrare come Dio comanda".
Quanto le dispiace saltare l'ultima partita?
"Mi dispiace molto. Si lavora tutto l’anno per arrivare a partite così. Mi ha dato fastidio l’atteggiamento del Parma nel secondo tempo, troppa ostruzione. Poi si sono anche lamentati dei soli sette minuti di recupero, ma nella ripresa si è giocato pochissimo. In Inghilterra il pubblico fischia queste cose, qui viene tollerato. Posso capire obiettivi diversi, ma tutto ha un limite. Mi dà fastidio non esserci, ma il mio staff saprà cosa fare. Mi auguro che in futuro si presti più attenzione a queste perdite di tempo".
È stato più emozionante o complicato questo percorso?
"Entrambe le cose. È stato molto complicato. È sempre passato tutto per normale, anche senza giocatori in campo. Noi non ci siamo mai lamentati, non abbiamo cercato alibi, abbiamo solo trovato soluzioni. Ma da gennaio in poi abbiamo dovuto raschiare il fondo del barile. Rosa ridotta, ora quasi all’osso. Non c’è stato Lobotka, è mancato Neres, Buongiorno è quasi sempre stato fuori. Nessuno lo ha mai sottolineato. Eppure siamo lì, in classifica. Riconoscerlo sarebbe onestà intellettuale.
Ci viene detto che abbiamo sofferto... cazzo, come fai a non soffrire? Due anni fa lo scudetto fu vinto in carrozza, con un’altra squadra. Ora è tutto diverso. Se qualcuno ha la soluzione, mi arrendo (ride, ndr). Ma solo a fine stagione".
Come si impara a gestire partite così delicate?
"È inevitabile entrare in un’altra dimensione. Se vinci lo scudetto in carrozza, puoi permetterti di gestire con leggerezza. Ma qui parliamo di un testa a testa, una situazione che non avevano mai vissuto. Erano dieci finali, ora ne manca solo una. I ragazzi sono stati bravissimi. In questi giorni ripeterò solo una cosa: andiamo a prenderci lo scudetto".







