Esattamente 32 anni fa, allo stadio Adriatico, la Juventus di Giovanni Trapattoni subiva una pesante sconfitta da parte del Pescara del subentrato Zucchini.
La squadra pescarese rifilava un sonoro 5 a 1 alla Vecchia Signora. Protagonista quel giorno nelle file abruzzesi Antonio Martorella, che segnò il primo gol in Serie A sotto la Curva Nord.
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Pescara-Juventus: cronaca di una "manita" inaspettata
Quel 30 maggio 1993 nessuno si aspettava una simile impresa da parte della squadra abruzzese. Soprattutto perchè il Pescara era già matematicamente retrocesso in Serie B. La panchina inoltre era stata affidata nel finale di stagione ad Alberto Zucchini, dopo l'esonero di Giovanni Galeone. Nonostante la retrocessione però, lo stadio era comunque sold out.
Probabilmente anche perchè in quel di Pescara arrivava la Juventus, fresca di trionfo in Coppa Uefa. Dunga e compagni, però, scesero in campo con la mentalità e la volontà di onorare la maglia fino in fondo e regalarsi un pomeriggio da grandi nell’ultima casalinga della stagione.
Il Pescara si schierava con: Marchioro, Alfieri, Sivebaeck, Dunga, Dicara, Nobile, De Juliis, Palladini, Borgonovo, Allegri, Compagno (83' Martorella).
La Juventus e Giovanni Trapattoni rispondevano con: Peruzzi, Carrera, Marocchi, Galia, Kohler, Julio Cesar, Di Canio, Conte, Ravanelli, R.Baggio, Moeller.
Tuttavia, il gol iniziale di Ravanelli dopo 2’ lasciava immaginare la solita goleada di una big sul campo del Delfino. E invece, al 35esimo minuto arriva il pari firmato da Massimiliano Allegri. Si proprio lui. Dopo il pareggio il vento della partita cambia clamorosamente dalla parte dei pescaresi.
Il sorpasso arriva ad inizio ripresa, siglato dal compianto Borgonovo. Il tris lo mette a segno ancora Allegri. Segnali di giocatori juventini già con la testa in vacanza. Nei minuti finali, però, arrivano anche le firme di Antonio Martorella (41’) e Palladini (43’) a trasformare il ko bianconero in un'autentica debacle.
Per il giovane attaccante, pescarese doc, la gioia immensa della prima rete in Serie A. Nel suo stadio e con la maglia della squadra della sua città.
Antonio Martorella: gioia immensa
“Ricordo tutto come fosse ieri – racconta l’ex biancazzurro, oggi presidente della Curi Pescara – .
Ad esempio, l’orario d’inizio, le 16:30 della domenica: oggi non si gioca più a quell’ora in serie A. Per vedere la partita, allora, dovevi andare allo stadio. Non c’era la diretta in tv. E infatti lo stadio era stracolmo, anche se noi eravamo già retrocessi. Quando, nel tunnel, prima della partita, mi passò accanto Roberto Baggio, che era il capitano dei bianconeri, ebbi un fremito: sei mesi dopo diventò Pallone d’oro”.
“Ho ricordi nitidi di quando Zucchini mi disse di andare a scaldarmi nel finale. La speranza stava scemando perché la partita stava per finire. In quegli anni, erano possibili solo due cambi. Alla fine l’occasione arrivò e, al secondo pallone toccato, mi capitò quel pallone per fare gol. In quell’azione, tra l’altro, era coinvolto il meglio del calcio mondiale dell’epoca: il cross fu di Dunga, in porta nella Juve c’era Peruzzi: il primo un anno dopo vinse i Mondiali negli Usa da capitano del Brasile, il secondo fu giudicato tra i migliori portieri al mondo e poi vinse la Champions. Io ero intruso in mezzo a loro”.
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