Roma, l'ex Pastore: "Non ce la facevo più a sopportare il dolore"

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Javier Pastore è stato alla Roma dal 2018 al 2021. In seguito molti problemi fisici lo hanno allontanato dal campo: ne parla in un'intervista a La Nacion.
Javier Pastore, ex trequartista argentino della Roma, ha rilasciato un'intervista al quotidiano La Nacion. Al giornale ha raccontato il calvario vissuto negli ultimi anni a livello fisico.
Svincolato dalla scorsa estate, ha raccontato il suo dolore nell'insistere con il gioco malgrado gli infortuni. Queste le sue parole: "Non ce la facevo più a sopportare il dolore. Mi svegliavo e già sentivo male, i primi passi erano un calvario. La testa mi diceva 'smettila, ti prego'. Non volevo più soffrire.
Per continuare a giocare a calcio le ho provate tutte. Ma non ottenevo mai il risultato sperato. Riuscivo ad allenarmi e a giocare, ma non mi miglioravano sul serio la qualità della vita. Giocavo una partita e dopo dovevo stare due giorni a letto per il dolore.
Nel 2020 mi hanno fatto un'artroscopia all'anca. Il miglioramento è stato netto, ma tornare a caricare su un'anca logorata è stato molto dannoso. Tornavano i dolori, aumentavano anzi: fino al punto che giocare a calcio non era più un piacere ma un castigo. Soffrivo in campo e soffrivo dopo. Non potevo neanche giocare coi miei figli.
Ora mi sono fatto mettere una protesi all'anca completa del lato sinistro. Tutta di ceramica. E dopo la riabilitazione, che sto facendo tutte le mattine, la mia vita è normale. Incredibile a dirsi, 'vita normale'. Ora sono felice".
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