Spezia, il proclama dei... Semplici

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Spezia, il proclama dei... Semplici
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Lo Spezia affronterà la trasferta con l'Udinese con un nuovo timoniere. Che è stato incaricato dalla società di condurre il naviglio al porto della salvezza.   

Spezia, il tecnico sanguigno

La sua avventura parte da tre S. Una è quella del suo cognome, Leonardo Semplici.  Le altre due sono incastonate in un proclama che non si presta a fraintendimenti: "sputeremo sangue". Non si può dire che al nuovo allenatore dello Spezia facciano difetto la chiarezza di esposizione e la determinazione. Per lui stesso questo approdo nel Golfo dei Poeti è una sfida avvolgente dopo le esperienze con Spal e Cagliari ambedue terminate con un esonero. Ma, nel primo caso, dopo avere condotto la squadra per ben due campionati consecutivi alla permanenza nel pianeta più luminoso dell'italica sfera di cuoio. Ai microfoni di "Sport Mediaset", l'allenatore fiorentino schiarisce la voce e fa intendere come concepirà lui l'esperienza sulla panchina degli aquilotti. E, soprattutto, come la vuole fare intendere ai soldati ai suoi ordini tecnico- tattici: "ieri ho conosciuto i ragazzi - dice - ho trovato grande disponibilità, desiderio di tornare a essere quella squadra che ha fatto ottime cose e questo è l'aspetto più importante".  Non promette rivoluzioni copernicane e a breve periodo. Ma di dare alla squadra cammin facendo la benzina per correre a dovere sul circuito che porta al traguardo della tranquillità si. "due allenamenti non possono stravolgere le cose e non voglio farlo".  Semplici è uomo schietto e, nella sua favella toscana, non vi è traccia nè di falsa modestia nè di parole dette per circostanza. Lo si comprende agevolmente anche quando afferma: "mi ritengo un buon allenatore, ma non così bravo da poter cambiare il destino di una squadra in tre giorni". Insomma, lo Spezia non risorgerà dopo tre giorni. Quella è materia di altro ambito. Ma a Semplici, per  farlo rinascere a nuova vita, è stato dato tempo in abbondanza. E lui non intende affatto sprecarlo.
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