Il Torino ha conquistato un'importante vittoria contro l'Empoli ieri sera grazie al gol di Vlasic a 20 minuti dalla fine. Il serbo è ancora decisivo.
Dopo un periodo abbastanza anonimo a cavallo tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025 il n°10 granata è tornato a impattare significativamente sul rendimento della squadra di Vanoli.
Torino, finalmente Vlasic segna e arrivano i 3 punti
Fino a questo punto, gli altri 3 gol messi a segno dal serbo avevano portato solo 1 punto (nel derby contro la Juventus) dunque per la prima volta in questa stagione la rete del 10 coincide coi 3 punti in classifica.
Dal esordio il 13 agosto 2022 contro il Monza ha collezionato 95 presenze condite da 12 gol e 13 assist, mentre in questa stagione lo score è arrivato a 4 reti e 3 passaggi decisivi.
NIKOLA VLASIC ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Il destro piazzato dal limite dell'area, che ha fulminato Silvestri, rappresenta un colpo classico dell'ex West Ham che non è nuovo a questi tipi di giocate. L'ennesima dimostrazione di qualità e tecnica che ricorda a tifosi, e non, l'importanza del centrocampista all'interno dell'organico di Paolo Vanoli.
Un gol quello di ieri sera che mette a tacere le critiche arrivate durante questa annata e che l'hanno quasi spinto a cambiare aria a gennaio. La stagione altalenante dei granata probabilmente si fermerà solo alla salvezza a livello di traguardi ma sicuramente il classe '97 rappresenta il futuro non solo immediato (contratto in scadenza nel 2027) ma anche prossimo.
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Il classe 2006 del Parma continua a convincere dopo l'ottimo avvio con il Lucerna. I granata lo hanno seguito anche a Pescara, dove ha segnato contro gli Azzurrini, mentre Bologna, Genk e Club Brugge aumentano la concorrenza.
All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.
Tutto pronto allo Stirpe per la sfida delle 18:30 che apre l'ultima serata della nona giornata di Serie A. Il Frosinone di Massimiliano Alvini, neopromosso e sesto a quota 14 punti, che allo Stirpe ha vinto le ultime tre partite, arriva dal pirotecnico 4-4 di Bergamo contro l'Atalanta, firmato dalla doppietta di Schmid e dai gol di Calò e Terzić. Il Lecce di Eusebio Di Francesco, quattordicesimo con 9 punti, viene dallo 0-2 casalingo contro la Juventus. Per il tecnico abruzzese è un ritorno speciale: sulla panchina del Frosinone visse la retrocessione del 2024, che alla vigilia ha definito «una ferita aperta». Arbitra Abisso della sezione di Palermo, diretta su DAZN. Rispetto alla vigilia, Alvini lancia Cichella in mediana, mentre Di Francesco, in piena emergenza, passa alla difesa a tre con Ndaba e inserisce Gandelman a centrocampo.