Udinese, Sottil invita alla tranquillità

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Udinese, Sottil invita alla tranquillità
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Il tecnico dell'Udinese Andrea Sottil analizza la gara con il Lecce invitando a non creare allarmismi inutili intorno alla squadra. 

Udinese, la Sottil... analisi

Udinese
Andrea Sottil
La situazione non è delle migliori e lo sa lui per primo. C'è un diciassettesimo e quartultimo posto in classifica da abbandonare per lidi migliori e una prima vittoria da materializzare quanto prima.  Il tecnico dell'Udinese Andrea Sottil, però, invita a non esasperare la situazione, chè di dramma non si tratta ma di semplice momento di appannamento. E comunque, ricorda urbi et orbi, c'è ancora tutto un campionato da giocare per togliere la barca dalla procella. "A Empoli - esordisce con parole riprese da Udinese blog -  la prestazione è stata dipinta come disastrosa, io non l'ho vista così, i ragazzi sino alla fine hanno cercato di fare tutto quello che potevano, è tra di loro che deve scattare la voglia di cambiare marcia e questa l'ho vista, spero a questo punto in uno stadio pieno, aggregativo, che spinga la squadra che ho sempre cercato di tenere serena". Già, serenità. Una parola che, ultimamente, ha varcato poco la casa dei bianconeri. E che dovrebbe invece essere invitata di più. "Lasciare tutto quello che è fuori dal campo a me- dice ancora Sottil- mi prendo io le responsabilità, questo è il mio mestiere, sono sicuro che i tifosi faranno un grande tifo, mi auguro siano a sostegno di questi ragazzi". C'è una zavorra che i giocatori bianconeri devono tirarsi via dalla mente e dal cuore e Sottil lo evidenzia apertis verbis: "l'aspetto mentale è sicuramente il più importante- dice- va debellata la paura, prima ancora di discutere di sistemi di gioco, se entri in campo con un macigno sulla testa, anche le cose più semplici non possono riuscire, ho lavorato molto su questo, cercando di far ritrovare alla squadra la voglia di giocare a calcio". Certo, osserva, "i calciatori non sono tutti uguali", uguale, però, è la mentalità che devono assumere per cercare di cambiare il verso del campionato. "Non è una questione di modulo - conclude- ma di ritrovare la spregiudicatezza".    
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