La società del Cosenza, in un comunicato ufficiale, prende le distanze dopo gli incidenti di ieri durante la gara persa 3 a o contro il Pisa.
La società del Cosenza, in un comunicato ufficiale, prende le distanze dopo gli incidenti che si sono verificati ieri dopo l'ennesima sconfitta per 3 a 0 contro il Pisa. Il club sottolinea che si sono travalicati i limiti civili della protesta.
Cosenza, la società prende le distanze dopo gli incidenti di ieri durante il match contro il Pisa, comunicato ufficiale del club
Per il
Cosenza è veramente una annata davvero nera sotto tutti i punti di vista, manco nella tragica stagione 2004/05 in Serie D con P
adre Fedele Bisceglie presidente si era arrivati a questo. Ormai manca la certezza matematica della retrocessione in Serie C, visto l'ennesimo KO subito ieri al San Vito contro il
Pisa lanciatissimo verso il ritorno in Serie A dopo 34 anni, con un netto 3 a 0 ai rossoblù silani.
Ma quello che si è visto sugli spalti nell'impianto dedicato al compianto centravanti rossoblù
Luigi Marulla è stata davvero poco edificante. Veri e propri episodi di guerriglia da parte delle frange più estreme della tifoseria rossoblù, tanto da spingere la stessa società presieduta dal contestatissimo
Guarascio prendere le distanze dai fatti avvenuti ieri.
Ed ecco il comunicato ufficiale del club sugli incidenti di ieri: "La Società Cosenza Calcio stigmatizza, prendendo le distanze, gli episodi di “guerriglia” avvenuti nel corso della gara Cosenza – Pisa, ritenendo che siano stati travalicati i limiti della civile protesta e delle normative vigenti, nel momento in cui, la deflagrazione insistita di materiale esplosivo, oltre a creare una situazione di pericolo per l’incolumità delle persone presenti sugli spalti e a bordo campo, ha arrecato disturbo e timore ai minori presenti costretti, in alcuni casi ad abbandonare lo stadio. Inoltre si prende atto con amarezza che, come accertato e segnalato dal sistema di sicurezza, è stato introdotto materiale esplosivo strumentalizzando anche soggetti appartenenti a categorie fragili."
Insomma, nemmeno in quella tragicomica annata in Serie D ( con tanto di due squadre che avevano lo stesso nome e colori, con un surreale derby) si era visto tanto, segno di un annata davvero nera sotto tutti i punti di vista per la squadra calabrese.