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Napoli, agente Zerbin: “Molto grati al Venezia. Futuro? Lui vuole giocare”

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Giulio Marinelli, procuratore di Alessio Zerbin, ha parlato dell’esperienza al Venezia da parte del suo assistito, pronto ora a giocarsi le sue carte al Napoli.

Non ha mai trovato spazio nel girone d’andata sotto la gestione Antonio Conte, così a gennaio Alessio Zerbin si è trasferito in prestito al Venezia, dove ha avuto la possibilità di mettersi in mostra. Il tecnico Eusebio Di Francesco ha subito puntato su di lui: non a caso sono 17 le presenze da titolare su 20 complessive in maglia arancioneroverde, condite da un gol e un assist. Il classe ’99 tornerà a Napoli, in attesa di capire il proprio futuro.

Napoli

L’ABBRACCIO TRA ANTONIO CONTE E EUSEBIO DI FRANCESCO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Dall’avventura col Venezia al futuro nel Napoli: parla Marinelli, agente di Zerbin

Nell’intervista rilasciata a Tuttomercatoweb, il procuratore di Zerbin Giulio Marinelli ha toccato proprio questo tema, non prima di soffermarsi sull’esperienza positiva nel club veneto. Di seguito le sue parole.

Un giudizio sui 5 mesi trascorsi a Venezia
In primo luogo Alessio ha avuto un’enorme delusione per questa retrocessione. Fin dalle prime interviste disse che credeva molto nella possibilità di salvarsi. In effetti con la vittoria con la Fiorentina, il Venezia aveva messo la testa fuori dalle ultime 3 posizioni. Poi la sconfitta contro il Cagliari ha compromesso l’obiettivo. Però va detto che aveva ragione a crederci, per questo è molto deluso“.

La situazione in classifica era difficile, ma Zerbin non accettava la retrocessione
E’ così ed in questo penso che siano state fondamentali in questo le esperienze vissute a Napoli. Sia con Spalletti che, nonostante abbia lavorato con lui solo sei mesi, con Conte. E’ maturato tantissimo a livello di mentalità. Credo che si sia vista una cosa: al di là dell’esito delle partite o della stagione, ha sempre provato la giocata con personalità. In certe partite secondo me ha anche trascinato la squadra“.

La fiducia di mister Di Francesco
E’ molto, molto grato sia al mister che al direttore Antonelli ed al Venezia. Racconto una cosa. Non aveva mai giocato esterno a destra, ma al massimo a sinistra. Inizialmente quando il mister gli ha chiesto di giocare lì, sperava fosse una soluzione temporanea, perché non credeva di poter far bene lì. Invece mi ha detto che Di Francesco gli ha trasmesso un’enorme convinzione, dicendogli che si trattasse solo di un limite mentale. In effetti già dalla seconda-terza partita ha giocato anche lì con grande convinzione“.

Come rientra alla base?
La stagione è appena finita. Rientra al Napoli, posso dire che finalmente ha avuto spazio, ha avuto modo di dimostrare il suo valore e la sua crescita. Torna al Napoli con la consapevolezza di poter fare bene. Ci siederemo a parlare con il Napoli partendo da questo, con la volontà di continuare nel percorso iniziato a Venezia“.

Potrà restare a Napoli a prescindere da chi sarà l’allenatore?
Sicuramente ne parleremo con il Napoli. Però non è più tempo per fare esami, di fare il ritiro per vedere cosa succede. Lo abbiamo fatto tre volte, adesso Alessio ha voglia di giocare: se sarà al Napoli bene, altrimenti con la massima serenità valuteremo un altro percorso“.

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C’è qualche squadra interessata?
Grazie all’opportunità che il Venezia e Di Francesco gli hanno dato, si è messo in mostra. Abbiamo già avuto delle richieste di informazioni e di contatti con delle squadre. Anche se devo precisare una cosa: fino a due giorni fa davvero tutti i pensieri erano esclusivamente rivolti al Venezia. Non dimentichiamoci infatti che in caso di salvezza, sarebbe stato riscattato dal Venezia stesso. Quindi lui aveva anche uno stimolo in più, per continuare poi al Venezia. Di questo è dispiaciuto, sarebbe stato felice di restare. Non ha mai pensato al futuro fino ad ora, se non a centrare la salvezza“.

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Manchester United su Branthwaite: l’Everton più forte rispetto al 2024

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Jarrad Branthwaite

Il Manchester United è tornato sulle tracce di Jarrad Branthwaite, ma la posizione dell’Everton oggi è più solida che nel 2024: il difensore è legato ai Toffees fino al 2030.

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JARRAD BRANTHWAITE DELL’EVERTON (FOTO DI MARK LEECH/OFFSIDE/OFFSIDE VIA GETTY IMAGES)

Le indiscrezioni delle ultime ore parlano di nuovi contatti tra i Red Devils e i rappresentanti del centrale classe da intendere sui 24 anni, con gennaio 2027 o la prossima estate come possibili finestre per un tentativo. Al momento, però, non risulta alcuna nuova offerta ufficiale: si tratta di interesse e programmazione, non di una trattativa avviata tra i due club.

Cosa è cambiato dal 2024

La storia tra Manchester United e Branthwaite era iniziata due estati fa, quando lo United presentò due proposte per il centrale inglese, entrambe respinte dall’Everton. La seconda arrivò a circa 45 milioni di sterline più 5 milioni di bonus, mentre i Toffees valutavano il giocatore oltre quota 70 milioni.

Nella stessa finestra di mercato lo United ridisegnò comunque la propria retroguardia, con gli innesti di Leny Yoro dal Lille a luglio e di Matthijs de Ligt, ufficializzato il 13 agosto dal Bayern Monaco. È proprio la presenza dell’ex Juventus a creare un collegamento particolare per il pubblico italiano: l’olandese ha collezionato 42 presenze nella stagione 2024/25, con due gol all’attivo, ma la seconda annata a Manchester è stata condizionata da un lungo problema alla schiena.

De Ligt non gioca una partita ufficiale dal 30 novembre 2025 e a maggio si è sottoposto a un intervento chirurgico che gli è costato anche il Mondiale. È tornato ad allenarsi, ma al 16 settembre non è ancora rientrato in campo.

Everton, Branthwaite blindato fino al 2030

Anche la situazione di Branthwaite è cambiata profondamente da allora. Il 2 luglio 2025 il difensore ha firmato con l’Everton un nuovo accordo quinquennale, valido fino al 30 giugno 2030.

Il contratto lungo toglie pressione al club inglese in vista delle prossime sessioni di mercato. Nelle ultime ore la valutazione del giocatore è stata indicata intorno agli 80 milioni di sterline, cifra che però non risulta comunicata ufficialmente dall’Everton.

Branthwaite arriva inoltre da una stagione complicata sul piano fisico: nel 2025/26 ha saltato i primi cinque mesi dopo un intervento per un problema al tendine del ginocchio, tornando in campo a gennaio. Ad aprile un nuovo infortunio muscolare, distinto dal precedente, non ha però richiesto un’ulteriore operazione.

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L’avvio del 2026/27 ha dato segnali diversi: quattro presenze in Premier League, quattro titolarità e 360 minuti giocati, con la porta dell’Everton rimasta inviolata contro Crystal Palace e Tottenham. Il 6 settembre, tra l’altro, Branthwaite ha disputato tutti i 90 minuti nel 2-2 tra Everton e Manchester United.

De Ligt, Maguire e Martinez: lo United guarda già al 2027

Il nuovo interesse per Branthwaite va letto soprattutto nella programmazione futura della difesa. Harry Maguire, 33 anni, è sotto contratto per la stagione 2026/27, mentre l’accordo di Lisandro Martinez arriva fino al giugno 2027: in entrambi i casi lo United dispone di un’opzione per un’ulteriore stagione.

Branthwaite, 24 anni, mancino e già abituato al ritmo della Premier League, resta dunque un profilo monitorato in prospettiva. Rispetto al primo assalto del 2024, però, lo scenario è più complesso: il difensore ha altri quattro anni di contratto dopo questa stagione e l’Everton non ha alcuna scadenza ravvicinata che lo costringa a decidere in fretta.

Due anni dopo, il Manchester United è tornato sullo stesso nome. Non ancora una trattativa, ma un dossier che oggi appare più difficile e potenzialmente più costoso rispetto all’estate del doppio no dell’Everton.

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Torino, Acerbi può essere il rinforzo giusto per la difesa di Abate

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Torino, Acerbi può essere il rinforzo giusto per la difesa di Abate

Il centrale è libero dopo l’addio all’Inter e il suo profilo si adatta alla linea a tre granata, che ha già incassato sette gol nelle prime quattro giornate.

Torino, Acerbi può essere il rinforzo giusto per la difesa di Abate-2

FRANCESCO ACERBI DELL’FC INTERNAZIONALE IN AZIONE (FOTO DI NICOLÒ CAMPO/LIGHTROCKET VIA GETTY IMAGES)

Il Torino accelera per Francesco Acerbi e il momento spiega perché: dopo quattro giornate i granata hanno raccolto tre punti e incassato sette gol, mentre Ignazio Abate continua a lavorare con una difesa a tre. Il 38enne, svincolato dopo la fine del contratto con l’Inter, rappresenta un profilo pronto, esperto e senza costo di cartellino.

Il futuro del difensore può definirsi nei prossimi tre-quattro giorni. Il Torino spinge forte e vuole chiudere, pur sapendo che altri club possono inserirsi prima della decisione finale.

Acerbi non è soltanto un parametro zero

Il vantaggio economico è evidente: essendo svincolato, il centrale può essere tesserato anche dopo la chiusura della sessione estiva.

Il vero motivo dell’interesse granata, però, è tecnico.

Abate ha impostato il Torino con una linea a tre e contro la Roma ha schierato Comuzzo, Coco e Cömert, con Ismajli tra le alternative. Acerbi arriva da anni trascorsi proprio in questo tipo di struttura tra Lazio e Inter e può agire sia al centro sia sul centro-sinistra della retroguardia.

Il suo inserimento sarebbe quindi naturale all’interno dei principi già scelti dall’allenatore.

Sette gol subiti nelle prime quattro giornate

I numeri dell’avvio spiegano la necessità di aggiungere esperienza.

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Dopo quattro turni di Serie A 2026/27 il Torino ha raccolto tre punti, con una vittoria e tre sconfitte, e ha già subito sette gol.

L’ultimo ko è arrivato in casa contro la Roma, vittoriosa 2-0 con le reti di Malen e Pisilli.

Nel post-partita Abate ha indicato chiaramente il problema: «Dobbiamo diminuire gli errori individuali».

I granata sono andati in svantaggio in tutte le prime quattro giornate e la fase difensiva resta il primo aspetto da correggere.

Cosa porta Acerbi alla linea di Abate

Acerbi ha chiuso la stagione 2025/26 con 26 presenze con l’Inter ed è reduce da quattro anni in nerazzurro.

Il suo valore sta nella gestione della linea: posizionamento, coperture, lettura delle situazioni e capacità di guidare i compagni nei momenti di pressione.

Sono caratteristiche che si collegano direttamente ai problemi mostrati dal Torino in questo avvio.

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Abate non cerca semplicemente un altro centrale da aggiungere alle rotazioni. Cerca un giocatore capace di dare ordine e affidabilità immediata a un reparto ancora in costruzione.

Il Torino vuole chiudere nei prossimi giorni

L’interesse per l’ex Inter non nasce oggi.

Il nome di Acerbi era già stato valutato durante l’estate e a inizio settembre era emerso anche il confronto con il Sassuolo per il difensore.

Ora la situazione entra nella fase decisiva.

Il Torino spinge per arrivare alla chiusura nei prossimi giorni, mentre lo status di svincolato lascia aperta anche la possibilità di inserimenti dell’ultimo momento.

Per il 38enne sarebbe la prosecuzione naturale della carriera in Serie A dopo la fine del ciclo con l’Inter, terminato lo scorso 30 giugno dopo quattro stagioni.

Per Abate è una scelta di sistema

Il punto centrale dell’operazione resta tecnico.

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Acerbi non interessa soltanto perché può arrivare senza costo di cartellino. Il Torino vede in lui un difensore già abituato alla linea a tre e con l’esperienza necessaria per dare maggiore ordine a un reparto che ha iniziato la stagione con sette gol subiti in quattro partite.

Per Abate è il tipo di innesto che può entrare subito nel sistema: esperienza, letture e affidabilità per una difesa che ha bisogno di trovare equilibrio. Staremo a vedere.

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Juventus, idea Palmisani per gennaio: il Milan resta sullo sfondo

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Lorenzo Palmisani

La Juventus valuta un possibile affondo su Lorenzo Palmisani già a gennaio: l’ipotesi è lasciarlo in prestito al Frosinone fino a giugno.

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LORENZO PALMISANI DEL FROSINONE CALCIO DURANTE LA PARTITA DI SERIE A TRA FROSINONE CALCIO E JUVENTUS (FOTO DI IVAN ROMANO/GETTY IMAGES)

L’interesse bianconero e la fase attuale della trattativa

Il nome del portiere classe 2004 non è una novità nei radar della Juventus, seguito già nei mesi scorsi. Ora prende quota uno scenario più preciso: anticipare la concorrenza nella sessione invernale senza interrompere la sua stagione da titolare in Ciociaria.

Non risultano però un’offerta ufficiale del club bianconero, né un accordo con il Frosinone o un’intesa con il giocatore: il possibile movimento di gennaio resta per ora un’ipotesi di mercato.

Una formula già vista: il modello Gatti

La formula ricorderebbe da vicino il precedente di Federico Gatti, quando il 31 gennaio 2022 la Juventus lo acquistò a titolo definitivo proprio dal Frosinone, lasciandolo in prestito ai giallazzurri fino al termine della stagione.

Per Palmisani una soluzione analoga permetterebbe di continuare a giocare con continuità in Serie A, coerente con quanto dichiarato a luglio dallo stesso portiere: «Voglio restare e salvare il Frosinone».

Il contratto e la posizione del Frosinone

Anche la posizione contrattuale del club ciociaro è solida: Palmisani, nato il 12 giugno 2004, ha rinnovato nel novembre 2025 fino al 30 giugno 2029. Il Frosinone non ha dunque l’urgenza di cedere il proprio numero 22 per motivi legati alla scadenza.

I numeri che spiegano l’interesse

L’avvio di stagione conferma il rendimento del portiere: nelle prime quattro giornate della Serie A 2026/27 Palmisani ha giocato tutti i 360 minuti, affrontando 18 conclusioni nello specchio. Il bilancio è di 14 parate, 4 gol subiti, un clean sheet e il 77,8% di parate.

Il debutto nella massima serie è arrivato il 23 agosto proprio contro la Juventus: il Frosinone ha perso 1-0 allo Stirpe, ma Palmisani ha effettuato quattro interventi sui cinque tiri nello specchio dei bianconeri.

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La crescita tra Serie B e Nazionale

Il percorso parte dalla scorsa stagione, quando Palmisani ha disputato 38 partite di Serie B contribuendo alla promozione del Frosinone. Questa crescita è stata premiata anche dalla Nazionale: il portiere è nel giro dell’Italia Under 21 e a giugno è stato convocato da Silvio Baldini con la Nazionale maggiore per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia, senza però esordire.

Milan sullo sfondo, Juventus in chiave di programmazione

Il nome del Milan era emerso insieme a quello della Juventus già nei mesi scorsi, ma al 16 settembre non risultano nuovi elementi pubblici che permettano di parlare di un vero duello tra rossoneri e bianconeri. La situazione della porta milanista offre inoltre un contesto preciso, con Mike Maignan che ha rinnovato fino al 2031: un eventuale investimento su Palmisani avrebbe quindi soprattutto una prospettiva futura.

Anche per la Juventus il dossier va letto in chiave di programmazione. In estate sono arrivati Guglielmo Vicario dal Tottenham e Kamil Grabara dal Wolfsburg, entrambi in prestito fino al 30 giugno 2027, mentre Michele Di Gregorio è passato temporaneamente al Bournemouth.

Palmisani non rappresenterebbe dunque una risposta a un’emergenza immediata, ma un investimento sulla porta delle prossime stagioni. Il punto da monitorare resta gennaio, per capire se l’interesse bianconero si trasformerà in una trattativa concreta e se il Frosinone sarà disposto a discutere una formula che lasci il suo numero 22 allo Stirpe fino a giugno.

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