Focus
Coppa d’Africa: le ultime cinque finali giocate
In attesa della Coppa d’Africa, andiamo a vedere le precedenti 5 finali del torneo. Dal trionfo della Costa d’Avorio di Yaya Touré a quello con Haller nel 2024.
Cresce sempre di più l’attesa per l’inizio della Coppa d’Africa 2025 che inizierà domenica alle 20 con Marocco-Comore. Non mancheranno alcuni giocatori di Serie A da Lookman a Ndicka. Tuttavia, gli occhi saranno puntati su Osimhen, Salah e tanti altri campioni.
Ma come sono andate le ultime 5 finali del torneo? Scopriamolo insieme.
Coppa d’Africa, le ultime 5 finali: dal trionfo ai rigori della Costa d’Avorio alla beffa in extremis dell’Egitto
La finale del 2015 si gioca tra la Costa d’Avorio e il Ghana l’8 febbraio 2015 in Guinea Equatoriale. Gli Elefanti hanno vinto il torneo nel 1992, e hanno perso la finale nel 2006 e nel 2012. I Black Stars, invece, hanno trionfato quattro volte (1963, 1965, 1978, 1982).
La finale si decide ai calci di rigore (0-0 dopo 120 minuti), con gli ivoriani che trionfano 9-8. Una serie di rigori infinita che vede Bony e Tallo sbagliare i primi due rigori della Costa d’Avorio. Dall’altro lato, sono Acquah, Acheampong e il portiere Razak a sbagliare per il Ghana. Dopo l’errore di Razak, il portiere della Costa d’Avorio, Babacar Barry, segna il rigore decisivo. Trionfano, dunque, Yaya Touré, Gervinho e compagni.
Due anni dopo sono l’Egitto e il Camerun ad affrontarsi in finale la sera del 5 febbraio 2017 a Gabon. La nazionale di Salah vuole vincere il trofeo per l’ottava volta, mentre il Camerun l’ha vinto 4 volte.
Questa volta non servono i rigori e nemmeno i supplementari per decidere la finale. Il primo tempo si chiude con Salah e compagni in vantaggio per 1-0 grazie ad un gol di Elneny (22′), all’epoca centrocampista dell’Arsenal. Tuttavia, nel secondo tempo i Leoni Indomabili ribaltano la partita: prima segnano il gol del pareggio con Nkoulou (59′) (all’epoca difensore del Torino), poi completano la rimonta con Aboubakar (88′).
Dalla vittoria dell’Algeria nel 2019 a quella in casa della Costa d’Avorio
L’edizione del 2019 si gioca d’estate e non d’inverno: si svolge in Egitto, con la finale che si gioca tra il Senegal e l’Algeria il 19 luglio 2019. Dopo essersi affrontati nel loro girone (1-0 per l’Algeria), le due squadre si riaffrontano in finale. Les Fenneces ci mettono solo due minuti a sbloccare la finale con un gol di Bouendjah: il risultato non cambierà, e la squadra di Mahrez e Bennacer vincerà la Coppa d’Africa per la seconda volta (la prima nel 1990).
L’edizione del 2021 (in Camerun) si gioca nel 2022 a causa della pandemia di Covid-19. Come nel 2015 la finale si decide ai rigori, e come nel 2017 arriva una sconfitta in finale per l’Egitto. Questa volta è il Senegal a spegnere i sogni di Salah e compagni (si gioca il 6 febbraio 2022): la partita va ai rigori dopo che nessuna delle due squadre riesce a trovare il gol dopo 120 minuti.
Per l’Egitto sono fatali gli errori di Abdel Monem e Lasheen, mentre il rigore decisivo lo segna Sadio Mané che regala al Senegal la sua prima Coppa d’Africa nella storia. La partita finisce con Salah in lacrime consolato proprio da Mané, all’epoca suo compagno di squadra al Liverpool.
L’ultima finale del torneo si è giocata l’11 febbraio 2024: non si è giocato nel 2023 per le condizioni avverse del paese ospitante ovvero la Costa d’Avorio. Sono proprio i padroni di casa a giocare la finale contro la Nigeria di Victor Osimhen. Le due squadre si erano già affrontate nel girone, con le Super Aquile che hanno trionfato per 1-0.
La storia sembra ripetersi in finale con la Nigeria che passa in vantaggio grazie ad un gol dell’ex difensore dell’Udinese, Troost-Ekong (38′). Tuttavia, nel secondo tempo, la Costa d’Avorio riesce a ribaltare la partita con i gol di Kessie (68′) e Haller (81′). Due gol che consegnano la terza Coppa d’Africa nella storia della Nazionale Ivoriana.
Focus
Atalanta, Ahanor finalmente azzurrabile: Perchè non prima
Honest Ahanor compie 18 anni e avvia l’iter per la cittadinanza italiana: ius sanguinis, Nazionale e futuro azzurro dopo Atalanta-Napoli.
Oggi, 23 febbraio, è una data particolarmente significativa per Honest Ahanor. Il giovane talento, reduce dalla vittoria ottenuta ieri contro il Napoli, risultato che ha riportato l’Atalanta al centro della corsa per un posto in Europa, festeggia il compimento dei 18 anni. Un traguardo non solo anagrafico, ma anche fondamentale dal punto di vista burocratico e sportivo anche in ottica nazionale.
Con la maggiore età, Ahanor acquisisce formalmente i requisiti necessari per avviare l’iter di ottenimento della cittadinanza italiana. In Italia, infatti, vige il principio dello ius sanguinis, ovvero il diritto di acquisire la cittadinanza per discendenza, e non quello dello ius soli, secondo cui sarebbe sufficiente nascere sul territorio nazionale. Nonostante sia nato ad Aversa, in Campania, Ahanor non è ancora cittadino italiano, e lo status rimane invariato anche dopo il compimento dei 18 anni, poiché la procedura non si risolve nell’immediatezza del compimento della maggior età. Questo aspetto ha avuto ripercussioni dirette anche sul piano sportivo, escludendolo finora dalla lista dei giocatori convocabili dalla Nazionale italiana.
Al netto di ciò, nel corso degli anni, Ahanor ha sempre ribadito con fermezza la volontà di vestire la maglia azzurra, e solamente quella, rifiutando a più riprese la possibilità di rappresentare la Nigeria, senza mai accettare convocazioni nemmeno nelle selezioni giovanili. Una scelta di attesa e coerenza, motivata dal legame con l’Italia, Paese che gli ha dato effettivamnte i natali.
Il caso Ahanor, tra Ius Soli e Ius Sanguinis
Il principio dello ius sanguinis, su cui si fonda la normativa italiana, stabilisce che è cittadino italiano chi nasce da almeno un genitore italiano, indipendentemente dal luogo di nascita. La cittadinanza può quindi trasmettersi di generazione in generazione, purché la linea di discendenza non sia mai stata interrotta. Per questo motivo, molti atleti nati all’estero ma con origini italiane hanno ottenuto la cittadinanza anche in età adulta. In ambito calcistico basti pensare a Camoranesi, Éder o Jorginho, fino al più recente caso di Nicolò Tresoldi – che nei giorni ha dichiarato a gran voce il suo beneplacito nei confronti di una possibile chiamata da parte di Gattuso – nato a Cagliari ma proveniente da una famiglia italiana, come suggerito in maniera inequivocabile anche dal cognome.
Esempi simili emergono anche in altri sport, con Donte DiVincenzo, cestista NBA attualmente in forza ai Minnesota Timberwolves, pur essendo nato nel Delaware presenta chiare origini italiane e ha completato l’iter per rendere burocraticamente lecita una possibile una futura convocazione, ancor prima dell’ultima edizione degli Europei di Basket.
Esistono tuttavia limitazioni storiche e normative. Per i nati prima del 1948, ad esempio, la cittadinanza non si trasmetteva per linea materna, anche se oggi è possibile ricorrere per via giudiziaria. A ciò si aggiunge una recente restrizione interpretativa, secondo cui non è più sufficiente dimostrare l’esistenza di un avo italiano lontano, ma il legame deve limitarsi a genitore o nonno italiano, riducendo sensibilmente la platea dei potenziali richiedenti.
Diverso è il principio dello ius soli, basato sul luogo di nascita. In Italia non esiste uno ius soli automatico: nascere sul territorio italiano da genitori stranieri non comporta l’acquisizione immediata della cittadinanza. In questi casi, il minore mantiene la cittadinanza dei genitori, esattamente come accaduto ad Ahanor, considerato fino a ieri esclusivamente cittadino nigeriano, pur essendo nato in Italia. L’unica possibilità prevista è che la persona, nata in Italia e residente legalmente e senza interruzioni fino ai 18 anni, presenti domanda entro un anno dal compimento della maggiore età. Questo è l’iter che potrebbe finalmente permettere a Honest Ahanor di vestire la maglia della Nazionale, entrando così nel gruppo degli “azzurrabili” citati recentemente da Leonardo Bonucci.

Atalanta’s Berat Djimsiti portrait in action during Italian soccer Serie A match Udinese Calcio vs Atalanta BC at the Friuli – Dacia Arena stadium in Udine, Italy, November 12, 2023 – Credit: Ettore Griffoni
Focus
Napoli, accadde oggi: finale folle al Sant’Elia
Oggi, 18 anni fa, il Napoli faceva visita al Cagliari per la 20a giornata della Serie A 2007/08. Una partita ricordata per i folli minuti di recupero.
La prima stagione in Serie A del Napoli dell’era De Laurentiis é senza dubbio positiva. Nonostante qualche risultato negativo nell’inizio della seconda metà della stagione, Lavezzi e compagni chiudono con un ottimo ottavo posto.
Il 27 gennaio 2008, il girone di ritorno del Napoli si apre al Sant’Elia contro il Cagliari fanalino di coda. Entrambe le squadre sono alla ricerca della vittoria che manca da diverso tempo. I Partenopei non vincono dal 9 dicembre 2007 (Napoli-Parma 1-0), i sardi dal 30 settembre 2007 (Cagliari-Siena 1-0).
Cagliari-Napoli, 27 gennaio 2008
Reja é costretto a rinunciare a Iezzo per infortunio, al suo posto gioca Gianello. Convocati anche i giovani Biagio Del Giudice e Mario D’Urso. In attacco c’è la solita coppia Zalayeta-Lavezzi.
I primi 45 minuti vedono gli ospiti creare più occasioni, senza però rischiare di sbloccare il risultato tranne in un’occasione. I tentativi di Lavezzi, Gargano e Zalayeta non creano particolari problemi a Storari che blocca tranquillamente il tiro dell’uruguaiano ex Juventus. La migliore occasione dei Partenopei capita ad Hamsik: lo slovacco la passa a Lavezzi che entra in area prima di restituirla ad Hamsik che si trova davanti alla porta, ma Storari riesce a respingere il suo tiro.
Nel secondo tempo gli uomini di Reja riescono a passare in vantaggio. Cross dalla sinistra di Bogliacino, Hamsik é il primo ad arrivare sul pallone e a segnare di piatto, 0-1 (58′). Il Cagliari, però, non ci sta e prova in tutti i modi a pareggiare l’incontro. Prima chiede un rigore per un tocco di braccio di Zalayeta, poi Foggia (entrato dalla panchina) sfiora un gran gol in semi rovesciata, tentativo bloccato da Gianello.
Nei minuti finali é un vero e proprio assedio da parte del Cagliari che colpisce ben due volte la traversa, prima con Fini poi con Foggia. Gianello compie anche una grandissima parata su un altro tentativo dell’attaccante classe 83. Vengono assegnati 4 minuti di recupero, e ad 1 minuto e mezzo dallo scadere del recupero arriva il gol del pareggio: tiro da fuori di Jeda, Gianello non trattiene, Matri é il primo ad arrivare sul pallone e a mettere il pallone in rete, 1-1. Il Sant’Elia é una bolgia, ma non é finita.
I padroni di casa ottengono un calcio di punizione poco prima del fischio finale. Cross di Foggia, Conti riesce a colpire il pallone di testa, battere Gianello, e completare una rimonta a dir poco assurda del Cagliari che può ancora sperare nella salvezza. Beffato invece il Napoli che paga l’essersi chiuso troppo in difesa sul vantaggio.
Focus
Napoli, con il Chelsea uno snodo chiave: in gioco anche il mercato
Dopo la deludente sconfitta contro la Juventus, per il Napoli è già tempo di guardare alla sfida con il Chelsea: una vittoria può cambiare la stagione.
In casa Napoli c’è tanta amarezza dopo la sconfitta contro la Juventus, che ha fatto scivolare gli azzurri a -9 dalla vetta e ha certificato un momento complicato, aggravato da un’emergenza infortuni che sembra non finire mai.
Non c’è però tempo per leccarsi le ferite, perché all’orizzonte c’è una sfida che può cambiare tutto. Contro il Chelsea, in Champions League, i partenopei si giocano l’accesso agli spareggi, diventati ora fondamentali per dare un senso a una campagna europea fin qui estremamente deludente.
Passare il turno permetterebbe di rendere meno pesanti i risultati negativi dell’ultimo periodo e di ritrovare fiducia in un momento delicatissimo della stagione.

SCOTT MCTOMINAY RAMMARICATO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Napoli, Champions e mercato si intrecciano
La partita con i Blues pesa però anche fuori dal campo. La qualificazione agli spareggi darebbe al club azzurro margine per guardare al mercato con un filo di ottimismo in più, pur restando l’obbligo di operare a saldo zero.
Con il passaggio del turno, il Napoli potrebbe provare a muoversi per un colpo importante in attacco, anche se le difficoltà restano enormi visti i tempi stretti. In cima alla lista c’è sempre Lookman, ma l’Atalanta difficilmente aprirà a una formula simile a quella vista per Giovane con l’Hellas.
Intanto si monitorano anche profili per la fascia destra come Juanlu Sanchez e Niccolò Fortini, e nelle ultime ore c’è stato anche un ritorno di fiamma per Radu Drăgușin per rinforzare la difesa.
La sensazione, però, è chiara: fino a mercoledì difficilmente si muoverà qualcosa. Molto della stagione del Napoli passa dalla notte contro il Chelsea, in cui gli uomini di Conte dovranno davvero gettare il cuore oltre l’ostacolo.
-
Serie A11 ore faBologna, Tedesco in bilico: le ore che cambiano lo scenario a Casteldebole
-
Calciomercato13 ore faAdžić, 200 minuti alla Juventus e 203 al Sassuolo: perché il prestito sta funzionando
-
Calciomercato14 ore faManchester City, nessuna clausola per Haaland: Barcellona e Real Madrid restano alla finestra
-
Calciomercato14 ore faYoung Boys, Sanches fino a 20 milioni: perché la Fiorentina lo segue
-
Calciomercato16 ore faBarcelona, Balde da 47 presenze a zero: Liverpool e Manchester United osservano
-
Calciomercato17 ore faLazio, Noslin nel mirino degli Emirati Arabi Uniti: la formula che non convince i biancocelesti
-
Notizie18 ore faIl fair play sotto i riflettori domani al CONI
-
Calciomercato19 ore faRaphinha, il 2028 non basta al Barcelona: Chelsea e Arsenal alla finestra