Nations League, questa sera iniziano i quarti di finale con ben otto nazionali pronte a contendersi un posto nella Final Four.
Le sfide, che si disputeranno con formula di andata e ritorno il 20 e il 23 marzo, vedranno protagoniste Olanda-Spagna, Croazia-Francia, Danimarca-Portogallo e Italia-Germania. Ma non ci sono in programma solo le sfide per accedere alle semifinali del torneo poiché la competizione prevede anche spareggi cruciali per la permanenza nelle rispettive leghe. Le squadre in lotta per la salvezza cercheranno di evitare la retrocessione dalla Lega A alla B e dalla B alla C, con un format che prevede due match per decretare chi resterà nella propria categoria. In caso di parità dopo i 180 minuti, si procederà ai tempi supplementari ed eventualmente ai calci di rigore.
Nations League, Italia-Germania è un incrocio che vale doppio
Lo scontro tra Italia e Germania assume un'importanza particolare, non solo per la qualificazione alla Final Four, ma anche in ottica Mondiale. Il risultato di questo doppio confronto determinerà in quale gruppo di qualificazione per i Mondiali 2026 le due nazionali verranno inserite. La vincente sarà collocata nel girone con Slovacchia, Irlanda del Nord e Lussemburgo, mentre la perdente affronterà Norvegia, Israele, Estonia e Moldavia.
LA GRINTA DI NICOLO BARELLA CHE PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )
Le qualificazioni ai Mondiali 2026 prevedono un percorso molto selettivo. Le 12 vincitrici dei 12 gruppi europei otterranno l’accesso diretto alla fase finale. Le seconde classificate, invece, dovranno affrontare un playoff che coinvolgerà anche le quattro migliori squadre della Nations League non ancora qualificate. Un percorso che si preannuncia complesso e ricco di insidie.
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All'indomani della presentazione ufficiale del Generali Stadium, il nuovo impianto che sorgerà nell'area di San Siro e che ospiterà le partite casalinghe di Inter e Milan, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta è tornato a sottolineare la portata storica e strategica dell'operazione. In un'intervista rilasciata a The Athletic, il dirigente ha spiegato senza filtri le motivazioni economiche e strutturali che hanno spinto i club a voltare pagina rispetto al passato, evidenziando il ruolo determinante svolto dalla proprietà nella rimozione degli ostacoli burocratici.
Tensioni sotterranee e un clima che si fa via via più pesante all'interno dello spogliatoio della Juventus. Se in passato era stato lo stesso Luciano Spalletti a lamentare pubblicamente la mancanza di tempo per lavorare con i suoi calciatori. Oggi la prospettiva dal lato del gruppo appare decisamente ribaltata. Secondo quanto riportato da La Stampa, tra i ranghi bianconeri serpeggerebbero malumori legati alla metodologia di lavoro del tecnico, accusato di fermare troppo spesso le sedute con lunghe spiegazioni e discorsi tattici che finirebbero per spezzare il ritmo e abbassare l'intensità generale delle esercitazioni.